A Milano e Roma

Questa settimana sarò in giro tra Milano, Roma e molti impegni in Romagna ed Emilia. In questo post ti segnalo i primi due. Martedì 23 novembre sarò a Milano nella veste di presidente dell’Anso (Associazione Nazionale della Stampa Online), per la consegna di un premio giornalistico sulla sicurezza stradale promosso da Direct Line e patrocinato da Anso. L’evento si svolgerà all’interno di un tram storico milanese, appositamente allestito per l’occasione.
Mercoledì 24 vado invece a Roma per la conferenza nazionale “Giovani, al lavoro!”, su invito di Italia Futura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo. Il dibattito sarà condotto da Giovanni Floris (Ballarò) e avrà come tema l’occupazione giovanile e il futuro dei giovani: in veste di relatori anche tre ragazzi, invitati a raccontare il presente e la loro visione di futuro.
Ci saranno anche Antonio Campo Dall’Orto (Mtv) e gli autori del rapporto sull’occupazione giovanile, Marco Simoni, Irene Tinagli e Stefano Micelli. Le conclusioni saranno affidate a Luca di Montezemolo. L’evento comincia alle ore 14,30 nel palazzo di Roma Eventi (in via Alibert 5A – Piazza di Spagna) e sarà trasmesso in diretta sul sito di ItaliaFutura e su Primocanale, canale 595 di Sky.

Pavarotti a Roma, emozione al Vittoriano

Lo scorso week-end sono stato a Roma. Tra le altre cose che ho fatto, una mi ha colpito più delle altre. E’ la mostra dedicata a Luciano Pavarotti, allestita al Vittoriano. Un’unica sala, dove però è condensata tutta la grandezza di big Luciano, con una straordinaria raccolta di foto, video inediti, immagini splendide, veri e propri cimeli (anche curiosi, come ad esempio i famosi fazzoletti bianchi).

E’ straordinario vedere come un uomo, un’artista che di suo non ha alcun potere politico, abbia avuto un peso così importante, abbia suscitato l’interesse di tutto il pianeta con un’arte, la lirica, tutt’altro che ‘facile’. Ed è straordinario sentire come ancora oggi, ad  un anno dalla morte, continua ed emozionare e a commuovere con la sua voce e la sua grandezza.

Non volete ascoltare il Papa? Bravi, restate nel vostro orticello

ratzinger-250-frasca.jpgDei professori universitari e degli “studenti” hanno fatto saltare l’incontro a “La Sapienza” con Papa Benedetto XVI. Docenti e studenti che dovrebbero rappresentare in qualche modo il fiore all’occhiello della nostra società, uno dei nostri biglietti da visita nei confronti del mondo, visto il prestigio dell’ateneo romano. E invece si sono trasformati in uno straordinario spot sull’ignoranza che regna nel nostro paese, mostrando una chiusura mentale fuori dal comune e che non è degna della grande storia della nostra penisola.

 

Qui non si tratta nè di libertà di opinione nè di religione: si tratta di dignità di una università, la più importante del nostro paese, e si tratta di non voler neppure ascoltare un uomo che non è solo un’autorità religiosa. Può piacere o no (a me non piace), ma è un grande personaggio del nostro tempo. Negare la possibilità di ascoltarlo in una sede così prestigiosa è un segnale di grande chiusura mentale, ignoranza e superficialità.

Negli Stati Uniti, alla Columbia University, hanno invitato a parlare un personaggio che è considerato (per primi dagli stessi Usa) l’amico numero uno dei terroristi islamici: il presidente dell’Iran, Mahmud Ahmadinejad. Eppure è stato fatto parlare, eppure non ci sono stati disordini.

Se non si è d’accordo con quanto dice il Papa, ci si organizza per farlo sapere, in modo civile. Quella di martedì è l’ennesima brutta figura che facciamo, come intero paese, agli occhi del mondo. Il messaggio che passa è che siamo un popolo di gente ignorante (nel senso letterale del termine) e con una elasticità mentale e di pensiero piuttosto limitata.

Non è vero che non ci sarebbero stati problemi di ordine pubblico. Nessuno può garantirlo. Il clima che si è era creato contro Ratzinger ispirava più all’odio che alla tolleranza. Si era creato quel terreno fertile in cui fioriscono le frange estreme della nostra società, capaci di inserirsi in ogni protesta magari senza neanche conoscerne i motivi precisi e solo per il gusto di “fare casino”, di rompere, distruggere.

Rifiutare di far parlare il Papa è come rifiutare di far parlare qualsiasi altro grande personaggio del nostro tempo. Sarebbe come dire no Napolitano, per esempio, sarebbe come rifiutare di ascoltare il presidente russo Vladimir Putin o quello americano George Bush; sarebbe come rifiutarsi di ascoltare il Dalai Lama.

E smettiamola di dare sempre la colpa ai giornali “di come ti pongono la cosa”: cerchiamo di essere più realisti, a volte fa più comodo lamentarsi di come i mezzi di informazione trattano le notizie, piuttosto che andarle ad approfondire con i mezzi a disposizione (avete mai pensato di usare il web, ad esempio?).

Sangue e devastazione: trattare gli ultras come i rom

Non voglio aggiungere il mio commento, che rischierebbe di essere banale come tanti altri, alla domenica di calcio appena trascorsa. Lascio parlare le immagini di questo servizio del Tg La7 sulla domenica di sangue, violenza e devastazione.

  

A mio avviso non si tratta di fermare il calcio (che comunque andrebbe sospeso) ma di trattare questi esagitati esattamente con la stessa durezza con la quale si vorrebbero trattare i rom e i delinquenti.

  

Lascio a voi ogni altro commento

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