A Forlì record di donne in politica: così migliora la qualità della democrazia

Forlì è sulla ribalta nazionale grazie alla notizia che da noi c’è la più alta percentuale di donne impegnate in politica. Un dato positivo, ma non casuale.

Il primato di Forlì per la presenza di donne nella pubblica Amministrazione è un dato che sottolinea ulteriormente il grado di innovazione apportato dal Partito Democratico nel modo di interpretare l’impegno politico. Un impegno coerentemente assunto dalle amministrazioni locali e in particolare dalla giunta comunale di Forlì, pienamente condiviso anche all’interno del Partito Democratico forlivese, in cui la presenza femminile e quella maschile sono paritarie in ogni organismo del partito. Nel Coordinamento di segreteria, organismo ristretto che lavora assieme al segretario, non solo presenta un numero maggiore di componenti donne (5) rispetto agli uomini (4), ma contiene al suo interno tre ragazzi al di sotto dei 30 anni e due under 40.

Una linea sulla quale intendiamo continuare a lavorare, convinti che l’importanza della presenza paritaria tra uomini e donne in politica e nella pubblica amministrazione non sia solo un fatto ‘dovuto’, legato alle cosiddette “quote rosa”, ma un valore dato dalle capacità e dalle competenze che le persone scelte in questi organismi sanno apportare.

Marco Di Maio
Segretario territoriale Pd Forlì

Giusto tenere la proprietà delle reti. Ora un consorzio di acquisto tra enti pubblici per risparmiare

Articolo in uscita nel prossimo numero di “Comune Aperto”

Tra le tante azioni compiute dall’Amministrazione comunale del sindaco Roberto Balzani nei suoi primi cinque mesi di attività, ce n’è una che merita una particolare attenzione ed una riflessione più approfondita. Si tratta della scelta compiuta dal nostro Comune di non cedere la proprietà delle reti del gas. Una scelta coraggiosa, compiuta di concerto con la vicina amministrazione comunale di Cesena e tutt’altro che scontata vista la scelta di segno opposto fatta, ad esempio, dalle vicine Ravenna, Ferrara, Faenza e Imola.

Non conferendo le proprie reti, Forlì ha ridotto la propria partecipazione all’interno di Hera Holding dal 2,02% all’1,96% (per effetto dell’aumento di capitale recentemente avvenuto). Tuttavia ha offerto un segnale ‘politico’ di autorevolezza dal valore ben più elevato rispetto alla quota societaria posseduta all’interno della multiutility, perchè pone la nostra città in una condizione di forza nei confronti di Hera maggiore rispetto al passato, soprattutto quando finalmente si arriverà alla liberalizzazione del mercato e dovranno essere svolte delle gare pubbliche per affidare l’utilizzo delle reti (con tutti i benefici che la concorrenza porta con sè).

E’ giusto privatizzare il servizio, ma è sbagliato privatizzare le infrastrutture, le reti, che sono un bene di tutti e devono rimanere pubbliche: esattamente come dovrebbe avvenire, ad esempio, per le reti della telefonia o di altri grandi servizi di vasto utilizzo.

Questa scelta è tanto più giusta ora che si profila l’obbligo di passare ai privati il 70% delle azioni delle multiutility pubbliche entro il 2012. A quella data, infatti, se oltre ai due terzi del capitale sociale anche le reti fossero di proprietà privata, allora per gli enti pubblici non ci sarebbe di fatto più alcuna possibilità concreta per influenzare le scelte strategiche e di investimento di Hera.

Accanto a queste considerazioni, vi è anche quella che porta di fatto ad una revisione dei rapporti tra l’Amministrazione comunale forlivese ed Hera, ma più in generale (visto che la stessa scelta è stata compiuta anche da Cesena) tra il territorio provinciale e la multiutility. Potendo ‘trattare’ da una posizione di maggior autorevolezza, le nostre istituzioni potranno sfruttare questo valore aggiunto anche sugli altri ambiti che riguardano le relazioni con Hera, a cominciare dalla questione tariffaria, di assoluta urgenza di fronte all’opprimente peso della crisi economica su famiglie e imprese (nei confronti delle quali sindacati e associazioni di categoria chiedono una maggior ‘sensibilità’ anche in ambito locale).

Infine l’avvio di una politica territoriale che vede Forlì protagonista assieme a tutto il comprensorio forlivese e a quello cesenate (peraltro brillantemente avviata sull’area vasta sanitaria, sull’emergenza dell’edilizia residenziale pubblica e sullo sviluppo dell’università, solo per citare tre ambiti) può aprire la strada anche ad altre scelte lungimiranti.

Paiono maturi i tempi, dunque, per cercare di dar vita tra tutti gli enti pubblici provinciali (che oltre ad essere azionisti sono anche ‘clienti’ di Hera) ad una sorta di ‘consorzio d’acquisto’ che, forte della sommatoria di tutti i singoli consumi prodotti da ogni ente locale, sia in grado di aprire un negoziato con Hera che porti all’applicazione di tariffe più vantaggiose per i ‘clienti’ aderenti al consorzio (cioè le tariffe che di norma vengono applicate ai grandi clienti della multiutility): un’azione virtuosa che consentirebbe di risparmiare risorse utili per essere re-investite a favore dell’abbattimento delle tariffe per le famiglie in difficoltà o per altri interventi di interesse pubblico.

Marco Di Maio

Il teatrino della politica: immondizia in Consiglio per ‘difendere’ il Natale

Aprigliano consegna la sporta a Balzani (tratta da RomagnaOggi.it)

A Forlì è in corso da qualche settimana un furioso dibattito attorno alla scelta dell’Amministrazione comunale di non realizzare un grande albero di Natale in senso classico al centro della piazza, ma di realizzare al suo posto una serie di trenta alberelli addobbati da alcuni bambini con materiale derivante dal riciclo di rifiuti. Una scelta contestata e la protesta nei confronti della quale è sfociata lunedì in un gesto eclatante di Francesco Aprigliano, capogruppo della Lega nord.

Aprigliano ha consegnato al sindaco una sporta con all’interno alcune bottiglie di plastica vuote per darlo a sua volta ai bambini che intendono arricchire gli alberi di piazza Saffi. Roberto Balzani gli è corso incontro per ricevere il singolare regalo natalizio e tutto si è risolto nello scambio di una vigorosa stretta di mano, sorrisi e flash dei fotografi.

Al di là del giudizio sulla scelta di non fare l’albero di Natale ‘tradizionale’, resta da capire se questi episodi che vengono messi in scena all’interno del consiglio comunale, cioè della massima assemblea civica, quella scelta dai forlivesi con l’esercizio democratico per antonomasia (il voto alla lista e la preferenza alla persona), siano davvero utili per il dibattito cittadino.

Il mio modesto parere mi spinge a catalogare tali gesti come ulteriori colpi che vengono inferti alla credibilità della politica e delle nostre istituzioni, nei confronti delle quali la considerazione dei cittadini è già scesa ai minimi storici. Qualcuno può definire questa posizione troppo “bacchettona”; ma per quanto simpatico possa essere considerato il gesto di Aprigliano, non andava comunque compiuto in una sede come il Consiglio comunale, dove tra l’altro pochi minuti prima l’assemblea aveva votato all’unanimità un documento in cui si riprendevano gli inviti del Presidente Giorgio Napolitano a tenere bassi i toni del confronto politico dopo l’aggressione a Berlusconi.

La sobrietà, specialmente in questa fase storica in cui crisi economica, crisi di valori, crisi sociale, crisi ambientale si sommano in un mix molto pericoloso, dovrebbe essere la stella polare che guida ogni gesto dei rappresentanti dei partiti e delle istituzioni. Si può anche guadagnare l’apertura dei giornali con queste rappresentazioni teatrali, ma quale messaggio comunichiamo ai cittadini? Quale esempio trasmettiamo? Quale testimonianza dell’impegno “per il bene di tutti” viene offerta agli elettori?

La ‘prima’ in consiglio comunale: l’emozione e il brivido di esserci.

marco-figurinaLunedì 13 giugno 2009: una data storica per me. Da oggi, infatti, sono a tutti gli effetti un consigliere comunale della mia città, Forlì, e grazie al voto di 587 cittadini (più il mio ovviamente) avrò il privilegio per cinque anni di impegnarmi all’interno della principale assemblea cittadina.

Entrare nell’aula e prendere posto nel mio seggio, è stata un’emozione: può sembrare una banalità, ma sedersi lì mi ha fatto sentire tutto il peso della responsabilità e delle attese che mi accompagneranno per i prossimi anni. Ho sempre avuto una grandissima considerazione delle istituzioni, specialmente per la loro storia e il loro enorme significato simbolico, e oggi poterne far parte rappresenta un privilegio di cui non avrei mai pensato di poter godere.

Nella prima seduta, quindi, ho subito avvertito l’esigenza di prendere la parola e di evidenziare il privilegio che tanti cittadini hanno regalato a me e agli altri consiglieri con le loro preferenze. Questi cittadini saranno il mio primo riferimento, coloro ai quali dover rendere conto dell’attività svolta. L’attenzione, ho aggiunto, deve essere rivolta a chi non vede il proprio voto rappresentato in aula (quelli date alle liste che non hanno raggiunto il quorum) e soprattutto a quella fetta consistente di forlivesi (quasi un quarto degli elettori) che ha scelto di non andare a votare. Voce e attenzione dobbiamo darla anche ai rappresentanti delle associazioni economiche e sindacali, ma più in generali alla società civile che vede nel consiglio comunale il primo riferimento per il dibattito sul futuro della nostra città.

Riavvicinare queste persone alle istituzioni e alla politica è una delle sfide che ci dobbiamo porre e che passa inevitabilmente dal coinvolgimento della periferia nell’azione amministrativa. Noi siamo stati, siamo e saremo sulle strade dei nostri quartieri ad ascoltare queste persone, a cercare di coinvolgere, a raccogliere le loro istanze: e le porteremo in consiglio comunale, per portare al centro le questioni della periferia.

Infine ho ritenuto doveroso rivolgere un ultimo pensiero ad una persona che oggi avrebbe potuto essere seduta in consiglio comunale ma a cui il destino ha negato questa possibilità; un mio coetaneo, Luca Missiroli. Nel suo ricordo e in quello di tutte le vittime della strada, il Consiglio, la giunta e l’amministrazione comunale devono assumere come prioritaria la battaglia per la sicurezza stradale, che è prima di tutto una battaglia culturale e di senso civico. E’ stata un’emozione unica, indescrivibile, senza precedenti, vedere che tutte le persone presenti hanno voluto accogliere questo ricordo e questo appello alla memoria alzandosi in piedi e con un lungo applauso.

Durante la seduta si è svolto il giuramento solenne del sindaco a seguito di cui è avvenuta una breve illustrazione delle sue linee di programma; abbiamo anche scelto il nuovo presidente del consiglio e il suo vice: sono stati eletti all’unanimità Paolo Ragazzini (Pd) alla presidenza, e Paola Casara (Lega Nord) nel ruolo di vice.

Spero che la nuova avventura che è cominciata possa regalarmi altre emozioni forti come quelle vissute oggi: che ripagano in gran parte tutti gli sforzi, i sacrifici e le fatiche di tre mesi vissuti a tutta, senza mai tirare il fiato.

> LE FOTO DELL’INSEDIAMENTO

Il privilegio di essere eletti

Esercitare un proprio diritto oggi può sembrare una banalità. In realtà non è così. Andare a votare è qualcosa che fino a meno di un secolo fa non era concesso a tutti i cittadini maggiorenni e svolgere regolari elezioni in modo democratico è un lusso che ci possiamo permettere da poco più di 60 anni in Italia. Un goccia nel tempo infinito della storia dell’uomo.

Ma ancora oggi entrare nel seggio, lasciare allo scrutatori documento e tessera elettorale, ritirare le schede spiegazzate e la matita, entrare nella cabina e infine fare quella croce, è per me un’emozione. Un piccolo brivido lungo la schiena che ogni volta rende suggestivo ed elettrizante quel momento. Quest’anno lo è stato ancora di più perché per la prima volta ho scritto il mio cognome sulla scheda, e come me almeno altre 587 persone lo hanno fatto, regalandomi il privilegio di rappresentare la mia città in consiglio comunale.

A loro, a tutti quelli che hanno parlato di me con gli amici, parenti e conoscenti, a chi mi ha incitato a non mollare, a chi mi ha accompagnato nella mia campagna elettorale a contattare singolarmente ogni persona, a chi avrebbe voluto votarmi ma non l’ha potuto fare perché residente in altro comune, a chi avrebbe voluto scrivere “Di Maio” ma non se l’è sentita per impegni presi con altri, a chi mi ha telefonato o scritto per congratularsi pur non avendo votato per il centrosinistra o addirittura essendo candidato in liste diverse dalla mia; e infine a chi non c’è più ma mi avrebbe votato; a loro dedico questo risultato.

Farò di tutto per non deludere le aspettative ed essere all’altezza del ruolo che avrò il privilegio di ricoprire.

Arriva la “Piovra Rossa”

voce-piovraTitolo ‘forte’ de “La Voce”, edizione di Forlì-Cesena, questa mattina. La vittoria di Roberto Balzani al ballottaggio su Alessandro Rondoni, non è piaciuta. “Buona Piovra Rossa a tutti” titola il quotidiano, alludendo al concetto poco edificante che la piovra evoca (essendo legato alla mafia, come ci insegna il titolo della celebre fiction televisiva). Essendo stato eletto in consiglio comunale nella lista del Pd, dunque, sarei un “tentacolo” di questa piovra? Baciamo la mani…

Primarie anche a Forlì

Sono contento di apprendere che anche a Forlì si svolgeranno le primarie per la scelta del candidato sindaco. Dopo Nadia Masini, anche Roberto Balzani ha deciso di scendere in campo. Ora sarà interessante osservare come si articolerà la campagna elettorale tra i due candidati. Sarebbe bello se anche il centrodestra scegliesse un percorso analogo per scegliere il proprio candidato.

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