A Milano si sono svolte le primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Ha vinto Giuliano Pisapia, sostenuto ufficialmente da Sinistra ecologia e libertà (Sel), battendo il favorito, Stefano Boeri, sostenuto invece dal Partito Democratico. Ho parlato oggi con molte persone che hanno raccolto la notizia come se fosse un’elezione tradizionale.
In molti mi hanno detto: “Eheh, hai visto che avete perso anche stavolta? Cosa dite?”. Io non so se sia corretto parlare di vittoria e di sconfitta, probabilmente sì; ma usare toni da tifoseria mi sembra quantomeno fuori luogo. Per un elettore del centrosinistra, quale è la notizia positiva nell’evidenziare che il principale partito del suo schieramento, l’unico possibile per cambiare le sorti del paese, è in difficoltà?
Ho l’impressione che spesso i partiti del centrosinistra sbaglino mira, o forse ancora peggio il bersaglio: si punta a strappare un voto in più al proprio alleato per pesare di più all’interno della coalizione, piuttosto che porsi il problema di portare un elettore in più all’interno dello stesso schieramento. Ecco allora che le primarie rischiano di avere un altro significato: anticipare di qualche mese l’esito del voto ‘vero’, cioè la sconfitta.
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