Il 30 dicembre è stato l’ultimo giorno in cui mi sono svegliato con lo stesso ruolo che per quasi 6 anni ha riempito di fatto gran parte delle giornate della mia vita: da oggi, infatti, non sono più il direttore responsabile di RomagnaOggi.it, del mio giornale, che ho fondato nel 2004 e che dal 2006 è la mia attività primarie. E’ un pezzo della mia vita, un pezzo della mia persona e un pezzo del mio cuore: che non se ne va, ma semplicemente si allontana
Una scelta doverosa, a cui stavo lavorando già da tempo, cioè da quando sono stato eletto in consiglio comunale a Forlì nel giugno scorso. Ho sempre ritenuto di essere capace di distinguere l’attività professionale da quella personale, e dunque il ruolo di direttore di un giornale dal mio impegno politico: penso di averlo fatto con buon esito, ma credo sia giusto e corretto dare un segnale di trasparenza e coerenza fugando ogni dubbio di possibili conflitti di interesse.
Ciò lo ritengo tanto più necessario nel momento in cui mi viene assegnata la responsabilità di essere il candidato unico e unitario alla segreteria del Partito democratico forlivese. Una responsabilità gravosa, ma estremamente stimolante, che ho deciso di accogliere con entusiasmo e con lo spirito tipico che si deve avere in questi casi: mettersi al servizio di un progetto più grande di noi, che riguarda un’intera collettività e non solo un partito. E al quale le generazioni più giovani non possono rimanere estranee e devono finalmente diventarne parte attiva.
Un servizio a cui ci si dedica con passione e dedizione, ma senza trascurare il proprio futuro, quello che ci si è costruiti con l’impegno e la fatica quotidiana: il proprio lavoro. E il mio lavoro in questi anni (pur tra difficoltà e momenti davvero brutti) mi ha regalato le soddisfazioni più belle, quelle che fanno essere orgogliosi di sé e di ciò che, dal nulla, si è creato. Momenti di vera esaltazione, autentiche scariche di adrenalina. Migliaia di persone, oggi, leggono ciò che all’inizio sembrava miracoloso potesse essere letto da qualche decina di lettori. Separarsi da questa creatura, oggi non solo provoca un po’ di smarrimento, ma suscita anche una sincera e profonda commozione.
Non so cosa mi riserverà il 2010, ma so e garantisco che sarà un anno di grande impegno per costruire qualcosa di nuovo; con un pizzico di malinconia per quello che è stato, con una spinta enorme nel voler scoprire quel che sarà.
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