Monumenti umani

Riccardo Muti, il più grande direttore d'orchestra

Riccardo Muti, il più grande direttore d'orchestra

Ci sono persone che sono dei monumenti viventi, importanti per l’immagine del nostro paese nel mondo quanto il campanile di Giotto a Firenze, il Colosseo a Roma, il duomo a Milano. O almeno, io le considero tali.

In questo mio speciale catalogo, nella prima pagina c’è sicuramente Riccardo Muti, uno straordinario direttore d’orchestra, che ha scritto pagine memorabili per la nostra musica e fatto di essa uno strumento per diffondere i più alti valori della nostra storia e della nostra umanità.

Mi è capitato recentemente di assistere ad un concerto da lui diretto al Ravenna Festival, in una location tutt’altro che ideale (il Pala De Andrè dalla pessima acustica) ed è stato incredibile (come lo fu l’anno precedente) vedere, sentire e avvertire tutto il suo coinvolgimento.

Forse nelle prossime settimane avrò occasione di assistere nuovamente ad un suo concerto, anche se con parecchie difficoltà visto che ormai il maestro si esibisce di rado in Italia ed è molto spesso all’estero! Del resto è un monumento, tutto lo vogliono ammirare.

MarkettTing e sfiducia

Abbiamo ricevuto in redazione, o meglio on-line, il commento di un lettore che, tra le righe, ci accusava sostanzialmente di markeTting, ovvero di aver scritto un articolo su una persona perchè vantiamo tra i nostri inserzionisti pubblicitari un’azienda del padre (credo) o comunque di un familiare.

Non è questa la sede giusta per rispondere al commento, ma può essere la sede per dire su come oggi ormai si abbia il sospetto di tutto, su ogni cosa e su ogni minima questione. Quell’articolo, così appassionatamente scritto sullo slancio dell’entusiasmo e senza alcuna veillità se non quella di raccontare per sommi capi la storia di un giovane gruppo musicale, voleva solo essere la testimonianza di una realtà che vive e sta crescendo sul territorio forlivese.

Mi domando perchè dietro ogni cosa, dietro ogni piccolezza, dietro anche alle cose più genuine, ogni volta si va a cercare con malizia il “neo”, il difetto, la falla, l’interesse personale?

Perchè si è persa la fiducia in tutto, dalla politica alla scuola, dal matrimonio all’amicizia, fino addirittura a scadere anche su un articolo così genuino e spontaneo? A volte penso che questo mondo sia davvero malato, un malato irreversibile.

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