Pendolari come bestiame e pure sfottuti

Non mi capita spesso di viaggiare in treno, non più di 3-4 volte al mese. Ogni volta è sempre una sorpresa. Mentre sulle tratte velocità, Frecce rosse e argento, tutto sommato le cose filano via lisce, il dramma è su tutte le altre tratte. In questi giorni con la scusa del maltempo se ne vedono di tutti i colori.

Stamattina dalla stazione di Forlì un treno regionale è stato soppresso, stipando all’inverosimile il successivo, preso d’assalto dai chi aveva già intenzione di prendere il treno delle 8.13 (comunque in ritardo di 10 minuti) per Bologna e da quello che avrebbero dovuto prendere il successivo.

Al netto di tutte le considerazioni che si possono e si devono fare sul fatto che se si parla di sviluppo bisogna mettere dei soldi anche per potenziare la rete ferroviaria locale, oltre che l’alta velocità, prima di tutto bisogna avere rispetto delle persone.

Chi si alza ogni mattino alle 6 per prendere un treno e andare a lavorare o studiare, cosi come chi lo fa meno frequentemente per il medesimo motivo, si sente mortificato di fronte a ritardi e cancellazioni motivate da “ragioni meteorologiche” come rispondono gli operatori in stazione: perché non nevica da quattro giorni, anzi, da quattro giorni c’è un bel sole. Certo, la neve è ovunque, del resto solo a Forlì ne è scesa per oltre un metro e mezzo (158 cm secondo Arpa), ma come si possono prendere in giro così sfacciatamente gli utenti?

Qualsiasi altra azienda che avesse un comportamento del genere con i propri clienti verrebbe colpita da un calo drastico di vendite. Per Ferrovie dello Stato ciò non avviene, perché opera in regime di monopolio. Allora le soluzioni sono due: o si investono soldi (non in stipendi, ma in treni nuovi e infrastrutture) oppure si liberalizza il mercato anche dei collegamenti regionali. Così la situazione é da Paese del cosiddetto “Terzo Mondo”, al quale ci stiamo sempre più avvicinando.

A Forlì record di donne in politica: così migliora la qualità della democrazia

Forlì è sulla ribalta nazionale grazie alla notizia che da noi c’è la più alta percentuale di donne impegnate in politica. Un dato positivo, ma non casuale.

Il primato di Forlì per la presenza di donne nella pubblica Amministrazione è un dato che sottolinea ulteriormente il grado di innovazione apportato dal Partito Democratico nel modo di interpretare l’impegno politico. Un impegno coerentemente assunto dalle amministrazioni locali e in particolare dalla giunta comunale di Forlì, pienamente condiviso anche all’interno del Partito Democratico forlivese, in cui la presenza femminile e quella maschile sono paritarie in ogni organismo del partito. Nel Coordinamento di segreteria, organismo ristretto che lavora assieme al segretario, non solo presenta un numero maggiore di componenti donne (5) rispetto agli uomini (4), ma contiene al suo interno tre ragazzi al di sotto dei 30 anni e due under 40.

Una linea sulla quale intendiamo continuare a lavorare, convinti che l’importanza della presenza paritaria tra uomini e donne in politica e nella pubblica amministrazione non sia solo un fatto ‘dovuto’, legato alle cosiddette “quote rosa”, ma un valore dato dalle capacità e dalle competenze che le persone scelte in questi organismi sanno apportare.

Marco Di Maio
Segretario territoriale Pd Forlì

Servizi educativi d’infanzia. A Forlì scelte di qualità

A Forlì abbiamo approvato una importante convenzione con i privati per dare risposta al bisogno di posti negli asili nido della città. Grazie a questa convenzione, a Forlì si dà risposta al 100% della domanda: un primato nazionale. Su questo argomento, di cui abbiamo discusso oggi in consiglio comunale, ho detto alcune cose. Di seguito il comunicato.

L’approvazione della convenzione tra Comune di Forlì e gestori privati per il sostegno ai nidi d’infanzia e alle famiglie, arrivata all’unanimità dal consiglio comunale di giovedì 1 aprile, è un fatto importante per la città di Forlì. Su questo tema interviene Marco Di Maio, consigliere comunale e segretario territoriale del Partito democratico forlivese.

«È un fatto importante, perché consente di ampliare con forza la capacità di rispondere alla domanda delle famiglie. I servizi educativi per l’infanzia – sottolinea Di Maio – sono già un’eccellenza a livello regionale e nazionale, in coerenza con la logica di sussidiarietà che ha ispirato questo provvedimento, molto importante anche perché rappresenta un forte segnale politico unitario, di fronte ad una necessità così rilevante espressa dalla città».

«Resta assodato – aggiunge Di Maio – che si tratta di un servizio pubblico gestito da privati ma comunque pubblico, e che quindi deve avere (ad avrà) tutte le caratteristiche di qualità ed equità di accesso che sono proprie dei servizi pubblici, e in particolare di quelli erogati dal Comune di Forlì».

«In carenza di risorse pubbliche e di fronte ad un privato sociale di alto profilo che opera nel nostro territorio – fa notare Di Maio – la scelta del Comune di Forlì conferma che, di fronte a temi di questa sensibilità, non si lavora da soli ma si collabora con soggetti che fanno della qualità un assioma fondamentale».

«I servizi educativi – conclude Di Maio – sono basilari per costruire quella comunità armonica e più integrata tra culture diverse. Questo è uno dei grandi obiettivi che nei prossimi anni l’Amministrazione comunale e il centrosinistra forlivese vogliono raggiungere. La convenzione approvata va in questa direzione, ed è importante che tutte le forze politiche abbiano condiviso la scelta operata dalla giunta comunale e dal sindaco Roberto Balzani».

Ufficio Stampa Pd forlivese

Regionali: un successo che vale doppio. Due nuovi consiglieri regionali per Forlì

Piccolo orgoglio personale: avere riportato il centrosinistra forlivese in consiglio regionale. Alle scorse elezioni regionali non era stato eletto nessun forlivese, questa volta ne abbiamo eletti due. E’ stata una campagna elettorale breve, ma durissima, nella quale ho dato tutto e di più di quello che potevo. Per passione e amore del territorio in cui sono nato e cresciuto. Di seguito il mio commento a ‘caldo’ sull’esito del voto a Forlì.

Thomas Casadei (a sx) e Tiziano Alessandrini, i due nuovi consiglieri regionali forlivesi


Il Partito Democratico raggiunge un risultato storico, eleggendo due candidati forlivesi in consiglio regionale. Con Thomas Casadei e Tiziano Alessandrini riconquistiamo una posizione importante in Regione, mettendo a segno un eccezionale 2 a 0 rispetto ai risultati di cinque anni fa.

Da segnalare lo straordinario risultato di Tiziano Alessandrini, che si conferma come il più autorevole rappresentante che il territorio forlivese poteva rappresentare. Con la sua presenza in Regione, finalmente Forlì e il suo comprensorio avranno un validissimo punto di riferimento in Regione.

Il centrosinistra si conferma coalizione di governo per il territorio forlivese, punto di riferimento per migliaia di cittadini che vogliono costruire un futuro ricco di opportunità e di crescita.

Il dato politico di queste Regionali mostra una sostanziale tenuta rispetto alle Europee del 2009, ultime consultazioni utili per fare un confronto politico serio. Il Partito Democratico forlivese ha avviato un processo di rinnovamento significativo che trova oggi, dopo il successo di queste elezioni, una importante conferma.

Marco Di Maio
Segretario Unione territoriale Pd forlivese

Sapro, grande trasparenza delle amministrazioni locali in questo caso di difficoltà economica legata alla crisi

Il giudice ha chiesto il fallimento di Sapro, società pubblico-privata che gestisce gli insediamenti produttivi nell’area di Forlì-Cesena. Ho fatto un intervento a commento della vicenda.

È un atto che va apprezzato quello compiuto dalle amministrazioni locali sulla vicenda dalla società Sapro spa, che con coraggio, coerenza e trasparenza hanno illustrato in una conferenza stampa la presenza di una richiesta di fallimento da parte della Procura della Repubblica di Forlì nei confronti della società stessa.

Lasciamo alla Giustizia il compito di rivelare la fondatezza di questa richiesta; va registrato, però, che gridare oggi al fallimento, come sta avvenendo in queste ore da alcuni esponenti della destra, senza che questo sia ancora stato dichiarato, significa ancora una volta perseguire quella politica mistificatoria della realtà che da tempo domina una certa parte politica del paese.

Stando ai fatti, non va nascosta la situazione di difficoltà di Sapro Spa alla quale gli enti locali soci dell’azienda (Comune di Forlì, Comune di Cesena, Provincia di Forlì-Cesena, Camera di commercio, Comune di Forlimpopoli, Comune di Bertinoro, Comune di Santa Sofia e Comune di Galeata) stanno lavorando da tempo per giungere ad un risanamento.

Una situazione di carenza di liquidità a cui contribuisce in modo determinante la crisi economica e finanziaria che da almeno 18 mesi a questa parte ha raffreddato il mercato immobiliare (nel quale opera Sapro). Ciò nonostante il bilancio 2009 della società chiuderà in equilibrio e dunque non comporterà alcun costo per le finanze pubbliche.

Che serva un cambio di passo nella gestione di Sapro è opinione condivisa con le amministrazioni locali (che già da mesi lavorano alacremente per il risanamento della situazione) e il piano di ristrutturazione societaria a cui si sta lavorando va in questa direzione. Un piano che sarà ancora più efficace se sarà sostenuto dalle misure a sostegno della ripresa economica che da tempo vengono promesse e annunciate dalla destra che governa questo paese, ma di cui ancora non si vede l’ombra.

Marco Di Maio
Segretario territoriale Pd forlivese

In massa alla fiaccolata per difendere Democrazia e Costituzione!

Ancora una volta il potere pubblico, le istituzioni, le leggi che regolano la nostra democrazia, sono state piegate per agevolare gli interessi di una parte specifica del paese e non della collettività. Il decreto con il quale il governo ha di fatto consentito a chi non aveva rispettato le regole di rientrare in gioco come se nulla fosse accaduto, è un colpo di spugna (l’ennesimo) inaccettabile.

La politica è impegno al servizio della comunità e non uno strumento che il ‘capo’ di turno può utilizzare a proprio piacimento, per fare gli interessi personali o degli amici degli amici. Per questo dobbiamo mobilitarci, dobbiamo dimostrare che c’è un Italia che non ci sta, che esiste un’alternativa possibile a questo metodo di governo padronale, che mortifica le istituzioni (a cominciare dal presidente della Repubblica, massima figura di garanzia nella quale ci riconosciamo pienamente) e le allontana dai cittadini.

A nessuno interessa vincere le elezioni a tavolino: però per cambiare le regole del gioco quando il gioco è già cominciato, bisogna coinvolgere tutti i giocatori. Altrimenti significa che qualcuno che sa di essere nel torto, vuole provare a vincere lo stesso usando il trucco, l’inganno: in altre parole barando.

Questo non è ammissibile quando si tratta di elezioni, quando si tratta cioè del principale esercizio di democrazia per il quale milioni di persone sono morte, anche nel nostro paese. Un diritto che non può essere inquinato e che oggi dobbiamo tornare a difendere.

Forlì vuole dare il proprio contributo a questa battaglia di civiltà, contro il condono elettorale e in difesa della Costituzione: per questo il Partito Democratico forlivese, assieme a tutte le forze del centrosinistra, assieme alle tante associazioni e realtà che operano sul territorio per difendere i valori che stanno alla base della nostra Repubblica, assieme a tanti comuni cittadini come noi, organizza una grandefiaccolata per martedì 9 marzo, a partire dalle ore 20.15 (ritrovo in piazzale della Vittoria, nei pressi della statua di Icaro).

Un evento al quale il popolo democratico non può mancare: in una fase così delicata, nella quale è messa a repentaglio la prospettiva del nostro paese, è importante fare sentire che ci siamo; che siamo uniti e compatti a difendere ciò che più ci sta a cuore: il futuro dell’Italia, la sua democrazia, il suo sviluppo, la sua crescita. Il bene collettivo della nostra unica e indivisibile comunità.

Per questo è importante esserci martedì sera: con la testa alta e la schiena dritta, senza paura.

Marco Di Maio

Riparte il consiglio comunale: Regione Romagna al centro

Dopo la pausa per le festività riprende l’attività politica. E una stagione molto intesa che culminerà il 28 marzo con le elezioni regionali. Lunedì 11 gennaio torna riunirsi il consiglio comunale a Forlì: tra i punti in programma anche la discussione di un ordine del giorno sulla proposta di referendum per istituire la Regione Romagna. La seduta si potrà seguire in diretta video dalle 15.30.

Giusto tenere la proprietà delle reti. Ora un consorzio di acquisto tra enti pubblici per risparmiare

Articolo in uscita nel prossimo numero di “Comune Aperto”

Tra le tante azioni compiute dall’Amministrazione comunale del sindaco Roberto Balzani nei suoi primi cinque mesi di attività, ce n’è una che merita una particolare attenzione ed una riflessione più approfondita. Si tratta della scelta compiuta dal nostro Comune di non cedere la proprietà delle reti del gas. Una scelta coraggiosa, compiuta di concerto con la vicina amministrazione comunale di Cesena e tutt’altro che scontata vista la scelta di segno opposto fatta, ad esempio, dalle vicine Ravenna, Ferrara, Faenza e Imola.

Non conferendo le proprie reti, Forlì ha ridotto la propria partecipazione all’interno di Hera Holding dal 2,02% all’1,96% (per effetto dell’aumento di capitale recentemente avvenuto). Tuttavia ha offerto un segnale ‘politico’ di autorevolezza dal valore ben più elevato rispetto alla quota societaria posseduta all’interno della multiutility, perchè pone la nostra città in una condizione di forza nei confronti di Hera maggiore rispetto al passato, soprattutto quando finalmente si arriverà alla liberalizzazione del mercato e dovranno essere svolte delle gare pubbliche per affidare l’utilizzo delle reti (con tutti i benefici che la concorrenza porta con sè).

E’ giusto privatizzare il servizio, ma è sbagliato privatizzare le infrastrutture, le reti, che sono un bene di tutti e devono rimanere pubbliche: esattamente come dovrebbe avvenire, ad esempio, per le reti della telefonia o di altri grandi servizi di vasto utilizzo.

Questa scelta è tanto più giusta ora che si profila l’obbligo di passare ai privati il 70% delle azioni delle multiutility pubbliche entro il 2012. A quella data, infatti, se oltre ai due terzi del capitale sociale anche le reti fossero di proprietà privata, allora per gli enti pubblici non ci sarebbe di fatto più alcuna possibilità concreta per influenzare le scelte strategiche e di investimento di Hera.

Accanto a queste considerazioni, vi è anche quella che porta di fatto ad una revisione dei rapporti tra l’Amministrazione comunale forlivese ed Hera, ma più in generale (visto che la stessa scelta è stata compiuta anche da Cesena) tra il territorio provinciale e la multiutility. Potendo ‘trattare’ da una posizione di maggior autorevolezza, le nostre istituzioni potranno sfruttare questo valore aggiunto anche sugli altri ambiti che riguardano le relazioni con Hera, a cominciare dalla questione tariffaria, di assoluta urgenza di fronte all’opprimente peso della crisi economica su famiglie e imprese (nei confronti delle quali sindacati e associazioni di categoria chiedono una maggior ‘sensibilità’ anche in ambito locale).

Infine l’avvio di una politica territoriale che vede Forlì protagonista assieme a tutto il comprensorio forlivese e a quello cesenate (peraltro brillantemente avviata sull’area vasta sanitaria, sull’emergenza dell’edilizia residenziale pubblica e sullo sviluppo dell’università, solo per citare tre ambiti) può aprire la strada anche ad altre scelte lungimiranti.

Paiono maturi i tempi, dunque, per cercare di dar vita tra tutti gli enti pubblici provinciali (che oltre ad essere azionisti sono anche ‘clienti’ di Hera) ad una sorta di ‘consorzio d’acquisto’ che, forte della sommatoria di tutti i singoli consumi prodotti da ogni ente locale, sia in grado di aprire un negoziato con Hera che porti all’applicazione di tariffe più vantaggiose per i ‘clienti’ aderenti al consorzio (cioè le tariffe che di norma vengono applicate ai grandi clienti della multiutility): un’azione virtuosa che consentirebbe di risparmiare risorse utili per essere re-investite a favore dell’abbattimento delle tariffe per le famiglie in difficoltà o per altri interventi di interesse pubblico.

Marco Di Maio

Conferenza stampa “selettiva”: il pluralismo dell’informazione vale solo a Roma?

In questi giorni in cui molto si dibatte sul concetto di libertà e pluralismo dell’informazione, è curioso notare che nella democratica città di Forlì, un ente pubblico organizzi una chiacchierata “informale” (?) con i giornalisti, facendo nominalmente inviti alle singole testate e ai singoli giornalisti accuratamente selezionati, tralasciando (senza ben capire quali sono i criteri della scelta) quelle testate e quei giornalisti che evidentemente non sono graditi.

Non è chiaro quale siano state le ragioni che hanno indotto l’ente ad escludere da questo incontro con i giornalisti un organo di informazione che è ormai divenuto di utilizzo comune per migliaia di persone e con il quale l’ente si rapporta abitualmente, nonostante non sia disponibile sulle tradizionali piattaforme cartacee.

Ora viene da chiedersi: i problemi legati al rapporto tra tra istituzioni e mezzi di informazione, sono tali solo quando si parla del presidente del consiglio dei ministri, oppure lo sono anche nel microcosmo delle comunità locali, dove vi sono soggetti che, per il solo fatto di ricoprire una carica, si ritengono nelle condizioni di poter compiere scelte discriminatorie su quali mezzi di informazione e quali giornalisti sono o non sono degni di partecipare ad una chiacchierata “informale” con loro?

Se notiamo che alla tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio dei ministri (considerato il ‘diavolo’ da questo punto di vista) invita ogni anno anche giornali che non possono certo essere considerati “amici” come “La Repubblica” e “L’Unità”, la risposta alla precedente domanda è presto data.

Consiglio comunale del 9 novembre: si parla anche di Aeroporto

Oggi, lunedì 9 novembre, si riunisce il Consiglio comunale (ore 15.30, in Municipio). Tanti gli argomenti all’ordine del giorno, soprattutto interrogazioni, interpellanze e question time. Ma ci sono anche alcune delibere importanti, tra cui una che riguarda Seaf (l’aeroporto di Forlì) e ordini del giorno sul progetto “Volare” e sull’ora di religione nelle scuole pubbliche. Tra le interrogazioni ce n’è anche una che avevo presentato oltre un mese fa sul riordino del trasporto scolastico (che chiedeva la revisione di tutti i punti di salita e discesa dei bambini) che peraltro è stata pienamente accolta.

La seduta del consiglio comunale potrà essere seguita in diretta streaming sul sito del Comune.

> L’ordine del giorno completo

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