Enrico Letta intervistato a Borgo Sisa

CST_3651Giovedì sera 27 agosto ho avuto l’opportunità di intervistare Enrico Letta alla Festa di Borgo Sisa, storico appuntamento estivo della mia zona. Assieme a lui c’era anche Stefano Bonaccini, candidato segretario regionale.  E’ stata una bellissima esperienza, soprattutto per il clima che si è creato durante l’intervista (realizzata con domande raccolte tra la gente, via sms e via e-mail) con le oltre 300 persone che hanno assistito all’incontro e per l’opportunità di dialogare con un massimo dirigente del PD ed un personaggio che a 42 anni ha già ricoperto per due volte il ruolo di ministro ed è stato sottosegretario alla presidenza del consiglio. La festa continua fino a domenica 30 agosto e sabato 29 alle 18.30 arriva Dario Franceschini.

Molto divertente ed emozionante è stato vedere un personaggio della politica ‘romana’ venire a trovarci ad una festa dell’Unità di campagna, in una frazione a cavallo tra Ravenna e Forlì, dove però ogni sera, durante i dieci giorni della festa, arrivano oltre 3mila persone. Bellissimo è stato vedere la gioia per tanti volontari (in totale sono più di 150) di stringere la mano a Letta, specialmente ai più anziani, a quelli che da 30 anni dedicano ogni anno come minimo dieci giorni della loro vita per preparare questa Festa. Qualche viaggio in più in feste di periferia come queste probabilmente farebbero bene ai dirigenti nazionali di un partito che sembrano spesso un po’ troppo isolati nel ‘recinto’ dei palazzi romani.

Pd, un piccolo atto di coraggio

E’ un periodo in cui sono molto impegnato e a stento riesco a fare tutte le cose che dovrei.. di conseguenza anche il blog resta un po’ indietro! Oggi, sabato pomeriggio, ho trovato il tempo di andare ad ascoltare Enrico Letta, il candidato alle primarie del Pd.  Un’esperienza interessante (non mi era mai capitato di ascoltare dall’inizio alla fine un suo discorso) anche per l’opportunità di incontrarlo personalmente e in forma riservata.

E’ arrivato a Forlì, alla fiera, senza scorta, in tenuta piuttosto sportiva, con grande disponibilità nei confronti dei suoi estimatori presenti.  Mi ha fatto certamente un’impressione diversa, più “familiare” rispetto a quella che avevo avuto ormai un mese fa a Santarcangelo di Romagna, quando ero stato ad ascoltare l’intervento di Veltroni. Walter era arrivato con un grappolo di scagnozzi attorno, accerchiato dalle guardie del corpo e con tre auto blu d’ordinanza.  

Mi rendo conto che si tratta di una valutazione piuttosto superficiala, ma, come noto, anche la forma è importante. Venendo al merito, di Enrico Letta apprezzo soprattutto una cosa: il coraggio che ha dimostrato di avere scendendo in campo. E’ sottosegretario alla presidenza del consiglio, uomo forte e fidato del premier Prodi, ottimi agganci nel mondo della politica e dell’economia: viene da dirsi chi gliel’ha fatto fare.  

Ma soprattutto chi gliel’ha fatto fare di schierarsi in alternativa a Walter Veltroni e tutta la nomenklatura di Ds e Margherita, che in massa si sono messi dalla parte del sindaco di Roma rinunciando a candidarsi  (come nel caso del ministro Bersani) per non urtare la sensibilità delle vecchie segreterie di partito.  Un atto di coraggio che credo meriti di essere premiato. Anche da chi sente simpatia per Veltroni pur essendo iscritto a Ds e Margherita.

Troppo spesso ci si dimentica che domenica 14 ottobre non si vota per un partito o un altro, per un sindaco o per un altro, per la destra o per la sinistra: si tratta di votare per dire sì alla nascita di un nuovo partito. Si tratta di avere un pizzico di coraggio per dimostrare che occorre qualcosa di nuovo. Ed io questo coraggio sento di averlo.

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