Ciao!
Con ritardo, ma come sempre si corre da pazzi, eccoci ad un nuovo appuntamento con le “Pillole”. Anche in questa circostanza si spazia a trecentosessanta gradi. Mi spiace non riuscire a scrivere con maggiore frequenza, con l’inevitabile risultato di essere forse troppo lungo. Grazie in anticipo se avrai la pazienza di leggere tutto e scambiare qualche opinione.
Libia. In questi giorni gli occhi del mondo sono puntati sulla Libia (tralascio ogni commento sul comportamento del nostro governo, si commenta da solo). La gente è insorta contro il regime di Gheddafi, il quale si è asseragliato nel suo bunker a Tripoli, come fece Hitler nei suoi ultimi giorni nella Berlino ormai vicina ad essere presa dagli alleati. Oggi come allora, l’Italia sta dalla parte sbagliata e se ne è accorta troppo tardi. Quello che mi preoccupa è l’atteggiamento dell’Europa. Troppo divisa (anche a causa delle posizioni italiane) troppo lenta nel reagire. Le tensioni nel Mediterraneo e le crisi finanziarie di alcuni stati europei (Irlanda e Grecia, con la Spagna poco più in là) stanno mettendo a dura prova la Vecchia (amata) Europa: siamo ad un crocevia della storia, occorre non sbagliare strada o rischieremo di finire da ombelico a margine del mondo.
Il peso della responsabilità. Il 18 febbraio Forlì si è vestita a lutto per la morte di Angelo Satanassi, che è stato (fra le tante cose) sindaco dal 1970 al 1979 e poi deputato fino al 1987. Non conoscevo bene Angelo, ma conosco bene quello che ha fatto per Forlì e la Romagna e quanto amore e rispetto riscuotesse in una ampia fetta della città. Sono stato a rendergli omaggio a lungo alla camera ardente e poi ai funerali. In quelle ore ho avvertito un peso enorme, una responsabilità in più: per quello che Satanassi ha rappresentato e per il ruolo che ricopro io oggi, come responsabile di un partito che Satanassi ha contribuito a fondare e che nasce anche dalla sua tradizione. La grandezza di quello che ha fatto, della sua personalità, della sua storia e delle migliaia di persone che hanno creduto e credevano nella sua figura. Un’eredità che dovrò onorare e rispettare, ma dovrò anche dimostrare di esserne all’altezza. Di Satanassi così come di altri ‘grandi’ forlivesi. Ce la farò? Ce la faremo? Ce la farà la mia generazione? Il dubbio dell’inadeguatezza risveglia l’inquietudine ma stimola anche a continuare ad impegnarsi.
Ci si può commuovere guardando Sanremo? Non l’avrei mai immaginato, anche perchè i miei ricordi del Festival di Sanremo sono ricordi leggeri, di un ragazzino che si divertiva a guardare le puntate della rassegna per stilare le proprie classifiche personali, ‘giocare’ a fare il critico musicale scrivendo articoli, creando tabelloni da appendere in camera. Ho guardato alla tv pochi pezzi del Festival 2011, ma quest’anno mi sono commosso: è accaduto alla fine della performance di Roberto Benigni. Non è piaggeria, ma pura e semplice emozione, che voglio condividere in queste righe. Mi ha commosso l’intensità del suo spettacolo, la grandezza del suo spessore culturale, la semplicità della sua comunicazione, il coinvolgimento e la totale immedesimazione dell’ultimo pezzo, la rappresentazione dell’inno di Mameli. Una grandezza, nel senso più pieno del termine, a cui non siamo più abituati in Italia, tanto da commuovere.
Proposte per Forlì e dintorni. Nei giorni scorsi il Resto del Carlino ha pubblicato alcune mie brevi riflessioni (scaricalo qui) sul territorio romagnolo e sul suo modello promozionale e turistico. Un modello che a mio modestissimo parere non è più valido, comincia a perdere pezzi e subisce la concorrenza di posti oggettivamente più belli (Sardegna, Spagna, Grecia, ecc.ecc.). Con l’occasione della bellissima mostra sul Melozzo e il Rinascimento che si svolge a Forlì, propongo alcuni spunti su cui credo si debba aprire un confronto pubblico. Purtroppo la politica, anche in ambito locale, tende ad occuparsi di altro. Anche per questo ho deciso di impegnarmici.
In piazza. Il 13 febbraio ho partecipato in piazza Saffi a Forlì alla mobilitazione nazionale delle donne, “Se non ora quando?”. C’erano più di duemila persone solo in città, altre migliaia nelle altre piazza della Romagna e d’Italia. Molte facce nuove, volti giovani, freschi, puliti: il volto bello e sorridente di queste paese, che non si rassegna e reagisce.
Guerra dei cieli in Romagna. Come probabilmente sai, in Romagna è in atto una guerra all’ultimo sangue tra Forlì e Rimini per mantenere in vita ciascuno il proprio aeroporto. Ciò avviene all’ombra dell’aeroporto di Bologna, che gode di buona salute ma che tra pochi anni non potrà più crescere perchè non ha spazio per ampliare la pista. L’aeroporto di Forlì, il cui destino mi sta particolarmente a cuore e cerco di occuparmene ogni giorno, rischia più grosso di tutti perchè ha un deficit di bilancio di 10 milioni di euro. Ora, quello che si sta cercando di fare è un accordo tra Forlì e Rimini che porti a costruire una unica società aeroportuale con due piste. Possibile? Utopia? No, mi sembra semplice buon senso. Oltre ai tavoli politici e ai contatti che sto tenendo a Bologna e Forlì, ho organizzato un importante incontro politico che si svolgerà nei prossimi giorni alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri. Obiettivo: convincere la Regione che l’aeroporto di Forlì serve alla Romagna e alla regione e che la guerra tra campanili andava bene nel medioevo ma nel 2011 è non solo fuori moda ma addirittura dannosa.
Forum sulla internazionalizzazione. Sono stato il 24 febbraio al forum organizzato da Confindustria sull’internazionalizzazione delle imprese. Ho ascoltato l’intervento di Luca Paolazzi, direttore del centro studi di Confindustria, una testa che apprezzo moltissimo. Oltre alla sua relazione (illuminante su quanto stia correndo il mondo e su quanto invece l’Italia sia ferma), ho parlato con alcuni imprenditori. E non ho trovato quella rassegnazione e depressione che ci si potrebbe immaginare in una situazione disastrosa come questa. Ho trovato gente che ha voglia di fare, di investire, di provare a cambiare: ma che si chiede anche dove sia finita la politica, che viene vista lontana anni luce dai mondi della produzione e del lavoro. E’ arrivato il momento di riavvicinarsi.
I valori della cooperazione. In questo periodo in cui non ci siamo sentiti, gli impegni sono stati a decine. Tra questi ho partecipato anche al congresso di Legacoop Forlì-Cesena (sì, le famigerate “cooperative rosse”….) a Cesenatico. Un clima di festa, nonostante la crisi pesantissima, e un ambiente che si sta rinnovando, in cui ci sono tante ragazze e ragazzi che si stanno impegnando, in cui si respira una fede vera in alcuni valori che io considero sacri: impegno, passione, solidarietà, rispetto degli altri, sacrificio, voglia di imparare. Fra l’altro ti consiglio di guardare il video del congresso prodotto dalla cooperativa Sunset, presieduta dalla mia amica Lisa Tormena (vincitrice del premio Ilaria Alpi nel 2009).
Mostra a Ravenna. Tra gli impegni e la frenesia quotidiana, qualche sprazzo di tempo libero è rimasto. Sono stato anche Ravenna per l’inaugurazione della mostra “L’Italia s’è desta 1945-1953”, che parla dell’arte in Italia nel secondo dopoguerra da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri. Una bella mostra, un po’ complessa per chi come me non è un intenditore ma solo un “esteta” dell’arte, ma che ti consiglio di andare a visitare.
Film da vedere. Alcuni film che sono riuscito a vedere e di cui voglio brevemente condividere il giudizio. “Il discorso del Re” è un film straordinario, con una splendida interpretazione di Colin Firth e una sceneggiatura avvincente. Molto intenso “La versione di Barney”: non ho letto il libro, ma il film merita. “Gianni e le donne”, invece, mi ha deluso rispetto alle aspettative iniziali.
Prossimi appuntamenti. Marzo sarà un mese ancora più intenso di febbraio. Questi alcuni dei principali appuntamenti. Il 3 e il 4 parteciperò a Roma al congresso di Mediacoop, nella mia veste di presidente di Anso. Parleremo del futuro dell’informazione e presenterò alcune proposte per una riforma del sistema dell’editoria in Italia, che tenga conto anche dell’informazione on-line. Il 10-11 marzo sarò a Milano per l’Assemblea nazionale degli amministratori pubblici organizzata dal Partito Democratico. Il 29-30 marzo sarò invece in Svizzera a Zurigo, per un evento organizzato da Google. Nei prossimi giorni parteciperò anche al congresso provinciale dell’Anpi mentre il 28 febbraio e 1° marzo in Consiglio comunale a Forlì discuteremo e voteremo il bilancio 2011. Ti ricordo che se per caso (!) vuoi seguire il consiglio comunale in diretta puoi farlo qui con la diretta streaming del Comune.
A presto, alla prossima!
Marco
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