Pendolari come bestiame e pure sfottuti

Non mi capita spesso di viaggiare in treno, non più di 3-4 volte al mese. Ogni volta è sempre una sorpresa. Mentre sulle tratte velocità, Frecce rosse e argento, tutto sommato le cose filano via lisce, il dramma è su tutte le altre tratte. In questi giorni con la scusa del maltempo se ne vedono di tutti i colori.

Stamattina dalla stazione di Forlì un treno regionale è stato soppresso, stipando all’inverosimile il successivo, preso d’assalto dai chi aveva già intenzione di prendere il treno delle 8.13 (comunque in ritardo di 10 minuti) per Bologna e da quello che avrebbero dovuto prendere il successivo.

Al netto di tutte le considerazioni che si possono e si devono fare sul fatto che se si parla di sviluppo bisogna mettere dei soldi anche per potenziare la rete ferroviaria locale, oltre che l’alta velocità, prima di tutto bisogna avere rispetto delle persone.

Chi si alza ogni mattino alle 6 per prendere un treno e andare a lavorare o studiare, cosi come chi lo fa meno frequentemente per il medesimo motivo, si sente mortificato di fronte a ritardi e cancellazioni motivate da “ragioni meteorologiche” come rispondono gli operatori in stazione: perché non nevica da quattro giorni, anzi, da quattro giorni c’è un bel sole. Certo, la neve è ovunque, del resto solo a Forlì ne è scesa per oltre un metro e mezzo (158 cm secondo Arpa), ma come si possono prendere in giro così sfacciatamente gli utenti?

Qualsiasi altra azienda che avesse un comportamento del genere con i propri clienti verrebbe colpita da un calo drastico di vendite. Per Ferrovie dello Stato ciò non avviene, perché opera in regime di monopolio. Allora le soluzioni sono due: o si investono soldi (non in stipendi, ma in treni nuovi e infrastrutture) oppure si liberalizza il mercato anche dei collegamenti regionali. Così la situazione é da Paese del cosiddetto “Terzo Mondo”, al quale ci stiamo sempre più avvicinando.

Pillole, newsletter numero 5 del 25 febbraio 2011

Ciao!


Con ritardo, ma come sempre si corre da pazzi, eccoci ad un nuovo appuntamento con le “Pillole”. Anche in questa circostanza si spazia a trecentosessanta gradi. Mi spiace non riuscire a scrivere con maggiore frequenza, con l’inevitabile risultato di essere forse troppo lungo. Grazie in anticipo se avrai la pazienza di leggere tutto e scambiare qualche opinione.

Libia. In questi giorni gli occhi del mondo sono puntati sulla Libia (tralascio ogni commento sul comportamento del nostro governo, si commenta da solo). La gente è insorta contro il regime di Gheddafi, il quale si è asseragliato nel suo bunker a Tripoli, come fece Hitler nei suoi ultimi giorni nella Berlino ormai vicina ad essere presa dagli alleati. Oggi come allora, l’Italia sta dalla parte sbagliata e se ne è accorta troppo tardi. Quello che mi preoccupa è l’atteggiamento dell’Europa. Troppo divisa (anche a causa delle posizioni italiane) troppo lenta nel reagire. Le tensioni nel Mediterraneo e le crisi finanziarie di alcuni stati europei (Irlanda e Grecia, con la Spagna poco più in là) stanno mettendo a dura prova la Vecchia (amata) Europa: siamo ad un crocevia della storia, occorre non sbagliare strada o rischieremo di finire da ombelico a margine del mondo.

Il peso della responsabilità. Il 18 febbraio Forlì si è vestita a lutto per la morte di Angelo Satanassi, che è stato (fra le tante cose) sindaco dal 1970 al 1979 e poi deputato fino al 1987. Non conoscevo bene Angelo, ma conosco bene quello che ha fatto per Forlì e la Romagna e quanto amore e rispetto riscuotesse in una ampia fetta della città. Sono stato a rendergli omaggio a lungo alla camera ardente e poi ai funerali. In quelle ore ho avvertito un peso enorme, una responsabilità in più: per quello che Satanassi ha rappresentato e per il ruolo che ricopro io oggi, come responsabile di un partito che Satanassi ha contribuito a fondare e che nasce anche dalla sua tradizione. La grandezza di quello che ha fatto, della sua personalità, della sua storia e delle migliaia di persone che hanno creduto e credevano nella sua figura. Un’eredità che dovrò onorare e rispettare, ma dovrò anche dimostrare di esserne all’altezza. Di Satanassi così come di altri ‘grandi’ forlivesi. Ce la farò? Ce la faremo? Ce la farà la mia generazione? Il dubbio dell’inadeguatezza risveglia l’inquietudine ma stimola anche a continuare ad impegnarsi.

Ci si può commuovere guardando Sanremo? Non l’avrei mai immaginato, anche perchè i miei ricordi del Festival di Sanremo sono ricordi leggeri, di un ragazzino che si divertiva a guardare le puntate della rassegna per stilare le proprie classifiche personali, ‘giocare’ a fare il critico musicale scrivendo articoli, creando tabelloni da appendere in camera. Ho guardato alla tv pochi pezzi del Festival 2011, ma quest’anno mi sono commosso: è accaduto alla fine della performance di Roberto Benigni. Non è piaggeria, ma pura e semplice emozione, che voglio condividere in queste righe. Mi ha commosso l’intensità del suo spettacolo, la grandezza del suo spessore culturale, la semplicità della sua comunicazione, il coinvolgimento e la totale immedesimazione dell’ultimo pezzo, la rappresentazione dell’inno di Mameli. Una grandezza, nel senso più pieno del termine, a cui non siamo più abituati in Italia, tanto da commuovere.

Proposte per Forlì e dintorni. Nei giorni scorsi il Resto del Carlino ha pubblicato alcune mie brevi riflessioni (scaricalo qui) sul territorio romagnolo e sul suo modello promozionale e turistico. Un modello che a mio modestissimo parere non è più valido, comincia a perdere pezzi e subisce la concorrenza di posti oggettivamente più belli (Sardegna, Spagna, Grecia, ecc.ecc.). Con l’occasione della bellissima mostra sul Melozzo e il Rinascimento che si svolge a Forlì, propongo alcuni spunti su cui credo si debba aprire un confronto pubblico. Purtroppo la politica, anche in ambito locale, tende ad occuparsi di altro. Anche per questo ho deciso di impegnarmici.

In piazza. Il 13 febbraio ho partecipato in piazza Saffi a Forlì alla mobilitazione nazionale delle donne, “Se non ora quando?”. C’erano più di duemila persone solo in città, altre migliaia nelle altre piazza della Romagna e d’Italia. Molte facce nuove, volti giovani, freschi, puliti: il volto bello e sorridente di queste paese, che non si rassegna e reagisce.

Guerra dei cieli in Romagna. Come probabilmente sai, in Romagna è in atto una guerra all’ultimo sangue tra Forlì e Rimini per mantenere in vita ciascuno il proprio aeroporto. Ciò avviene all’ombra dell’aeroporto di Bologna, che gode di buona salute ma che tra pochi anni non potrà più crescere perchè non ha spazio per ampliare la pista. L’aeroporto di Forlì, il cui destino mi sta particolarmente a cuore e cerco di occuparmene ogni giorno, rischia più grosso di tutti perchè ha un deficit di bilancio di 10 milioni di euro. Ora, quello che si sta cercando di fare è un accordo tra Forlì e Rimini che porti a costruire una unica società aeroportuale con due piste. Possibile? Utopia? No, mi sembra semplice buon senso. Oltre ai tavoli politici e ai contatti che sto tenendo a Bologna e Forlì, ho organizzato un importante incontro politico che si svolgerà nei prossimi giorni alla presenza dell’assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri. Obiettivo: convincere la Regione che l’aeroporto di Forlì serve alla Romagna e alla regione e che la guerra tra campanili andava bene nel medioevo ma nel 2011 è non solo fuori moda ma addirittura dannosa.

Forum sulla internazionalizzazione. Sono stato il 24 febbraio al forum organizzato da Confindustria sull’internazionalizzazione delle imprese. Ho ascoltato l’intervento di Luca Paolazzi, direttore del centro studi di Confindustria, una testa che apprezzo moltissimo. Oltre alla sua relazione (illuminante su quanto stia correndo il mondo e su quanto invece l’Italia sia ferma), ho parlato con alcuni imprenditori. E non ho trovato quella rassegnazione e depressione che ci si potrebbe immaginare in una situazione disastrosa come questa. Ho trovato gente che ha voglia di fare, di investire, di provare a cambiare: ma che si chiede anche dove sia finita la politica, che viene vista lontana anni luce dai mondi della produzione e del lavoro. E’ arrivato il momento di riavvicinarsi.

I valori della cooperazione. In questo periodo in cui non ci siamo sentiti, gli impegni sono stati a decine. Tra questi ho partecipato anche al congresso di Legacoop Forlì-Cesena (sì, le famigerate “cooperative rosse”….) a Cesenatico. Un clima di festa, nonostante la crisi pesantissima, e un ambiente che si sta rinnovando, in cui ci sono tante ragazze e ragazzi che si stanno impegnando, in cui si respira una fede vera in alcuni valori che io considero sacri: impegno, passione, solidarietà, rispetto degli altri, sacrificio, voglia di imparare. Fra l’altro ti consiglio di guardare il video del congresso prodotto dalla cooperativa Sunset, presieduta dalla mia amica Lisa Tormena (vincitrice del premio Ilaria Alpi nel 2009).

Mostra a Ravenna. Tra gli impegni e la frenesia quotidiana, qualche sprazzo di tempo libero è rimasto. Sono stato anche Ravenna per l’inaugurazione della mostra “L’Italia s’è desta 1945-1953”, che parla dell’arte in Italia nel secondo dopoguerra da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri. Una bella mostra, un po’ complessa per chi come me non è un intenditore ma solo un “esteta” dell’arte, ma che ti consiglio di andare a visitare.

Film da vedere. Alcuni film che sono riuscito a vedere e di cui voglio brevemente condividere il giudizio. “Il discorso del Re” è un film straordinario, con una splendida interpretazione di Colin Firth e una sceneggiatura avvincente. Molto intenso “La versione di Barney”: non ho letto il libro, ma il film merita. “Gianni e le donne”, invece, mi ha deluso rispetto alle aspettative iniziali.

Prossimi appuntamenti. Marzo sarà un mese ancora più intenso di febbraio. Questi alcuni dei principali appuntamenti. Il 3 e il 4 parteciperò a Roma al congresso di Mediacoop, nella mia veste di presidente di Anso. Parleremo del futuro dell’informazione e presenterò alcune proposte per una riforma del sistema dell’editoria in Italia, che tenga conto anche dell’informazione on-line. Il 10-11 marzo sarò a Milano per l’Assemblea nazionale degli amministratori pubblici organizzata dal Partito Democratico. Il 29-30 marzo sarò invece in Svizzera a Zurigo, per un evento organizzato da Google. Nei prossimi giorni parteciperò anche al congresso provinciale dell’Anpi mentre il 28 febbraio e 1° marzo in Consiglio comunale a Forlì discuteremo e voteremo il bilancio 2011. Ti ricordo che se per caso (!) vuoi seguire il consiglio comunale in diretta puoi farlo qui con la diretta streaming del Comune.

A presto, alla prossima!

Marco

Pillole, newsletter numero 4 del 5 febbraio 2011

Ciao!

Rieccoci dopo quasi settimane ad una nuova versione delle mie “pillole”. Anche questa volta gli spunti e gli argomenti sono davvero tanti. Proviamo ad andare per ordine e ad essere il più sintetici possibile. Scusandomi per il ritardo, dovuto principalmente ad una mole mostruosa di impegni, incontri, scadenze che mi hanno assorbito totalmente.

Il dolore della vergogna. Non so cosa ne pensi tu, ma io in queste settimane mi sono sentito come chiuso in un limbo, in una camera in cui rimbombano continuamente gli echi degli scandali e delle polemiche per una vicenda personale di Silvio Berlusconi che nulla ci dovrebbe interessare, se non fosse che questo cittadino rappresenta il nostro governo e il nostro paese nel mondo. Al di là del giudizio politico, mi fa star male, seriamente male, vedere e sentire come considerano (guarda) l’Italia all’estero. Negli ultimi sei mesi sono stato in diverse città e paesi europei e sempre, dico sempre, mi sono sentito sbeffeggiato e mancato di rispetto non per responsabilità mie, non per errori miei, ma per il giudizio che viene dato all’Italia e ai nostri politici. E’ una sensazione di vergogna che non è sopportabile.
Mi fa star male vedere un’Italia che, di fronte a problemi immensi come la progressiva perdita di posti di lavoro (soprattutto tra i giovani), la crisi di tantissime aziende e famiglie sempre più in difficoltà, è costretta ad occuparsi di vicende di letto, di storie torbide, di resoconti giornalistici che assomigliano a racconti erotici. Bisogna reagire, non solo lamentandosi di tutto questo, ma provando ad elevare il dibattito, a confrontarsi con le persone su cose concrete, tangibili e che guardano al futuro. Se non pensiamo al futuro e rimaniamo agganciati inesorabilmente al presente, non abbiamo alcuna speranza. Facciamolo insieme, facciamolo in tanti.


Centro storico di Forlì. Nei giorni scorsi il “Resto del Carlino”, edizione di Forlì, ha pubblicato alcune mie brevi considerazioni sul futuro del centro storico cittadino, che ha bisogno di essere rilanciato per rilanciare tutto il territorio forlivese e non solo. Puoi scaricare qui il mio articolo, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi e ricevere qualche tuo spunto ulteriore. Aggiungo qui, perchè non poteva essere scritto sul giornale, che il riferimento al grande marchio di abbigliamento è a Zara ed H&M.


La “Uno Bianca”. Nel Comune di Santa Sofia, nei giorni scorsi si è molto discusso della lettera ricevuta dal sindaco e scritta da Marino Occhipinti, componente della banda della “Uno Bianca” nativo proprio di Santa Sofia e accolto “con affetto” dal sindaco e da molti santasofiesi al suo ritorno in paese per i funerali del padre. Le attestazioni pubbliche di soddisfazione per il suo rientro, francamente mi sembrano eccessive. Anche io credo nella redenzione, ma anche nella sobrietà: personalmente non avrei celebrato pubblicamente il rientro di un uomo condannato all’ergastolo per vari reati. Ciascuno ha la propria sensibilità e la rispetto, io avrei agito diversamente.


Il piacere di imparare insegnando. Negli ultimi tempi ho tenuto alcune lezioni su comunicazione e informazione on-line in un ente di formazione. Un’esperienza molto positiva, sia perchè è un riconoscimento per il lavoro che svolgo, ma soprattutto perchè ho potuto assaporare la sensazione (che avevo vissuto in pochissime occasioni in passato) di imparare insegnando, di apprendere qualcosa anche da chi in realtà ti sta ascoltando perchè si aspetta che sia tu a trasferirgli informazioni e nozioni. E poi poter insegnare ciò a cui hai dedicato e stai dedicando buona parte della tua vita e del tuo futuro, suscitare interesse negli altri, rispondere a domande e curiosità, x\diffondere il piacere di svolgere una professione, è una bella soddisfazione.


Primo compleanno ‘politico’. Il 27 gennaio scorso si è chiuso il primo anno di attività da segretario del Partito Democratico forlivese (qui una breve rassegna stampa: Corriere Romagna – La Voce – RomagnaOggi.it). Un anno che è coinciso con un impegno straordinario, uno sforzo mentale, politico e anche molto fisico che ho cercato di riassumere in alcuni numeri per queste “pillole” : oltre 3mila chilometri al mese, più di 380 incontri tra pubblici e meno pubblici e un impressionante numero di ore passate al telefono. Secondo i dati del mio iPhone dal 1 marzo 2010 (quando ho cominciato ad utilizzarlo) al 4 febbraio 2011, ho trascorso al telefono 31 giorni c 1 ora (!), cioè ben 745 ore del tempo che ho vissuto negli ultimi 11 mesi. Troppe.

RomagnaOggi.it da record. Ancora un record per il mio orgoglio più grande, RomagnaOggi.it. Il 17 gennaio 2011 è stato un giorno storico. In 24 ore ben 74.801 singole persone hanno letto il giornale che ho fondato nel 2004 (e diretto fino al dicembre 2009). Oltre 200mila le pagine visualizzate. Una soddisfazione enorme, merito soprattutto dei ragazzi che ogni giorno lavorano con impegno, passione e fiducia, ai quali non potrò mai essere sufficientemente grato.

La crisi c’è, ma anche le buone notizie. Mi ha colpito questa notizia della premiazione di Formula Servizi, gruppo forlivese, come una delle quattro imprese italiane inserite tra le prime 500 d’Europa per crescita occupazionale. Dimostrazione che qualità e innovazione sono la chiave per produrre successo. Mi angoscia, però, sapere che solo quattro imprese italiane sono inserite nella graduatoria europea. Dato su cui riflettere e lavorare.

Il primo quotidiano per iPad. Rupert Murdoch si conferma, oltre che uno squalo, anche un uomo capace di stare sempre sulla cresta dell’onda. Nei giorni scorsi è stato lanciato il primo quotidiano solo per iPad, realizzato proprio dal gruppo di Murdoch (proprietario fra l’altro anche di Sky). Una bella novità, di cui non so prevederne il successo o meno; certo è che il mondo dell’informazione è in grandissima evoluzione. Un’evoluzione in cui bisogna stare dentro, altrimenti si rischia di restarne schiacciati. Anche su questo in Italia, i grandi gruppi editoriali e i giornalisti, dovrebbero fare di più anzichè considerare internet e le nuove tecnologie come concorrenza sleale.

Melozzo, fascino totale. Il 28 gennaio è stata inaugurata una delle più belle, forse la più bella mostra che si sia mai svolta a Forlì. E’ la mostra dedicata a Melozzo e al Rinascimento italiano, che rimarrà aperta ai musei San Domenico di Forlì fino al 12 giugno (con capolavori assoluti di Piero della Francesca, Raffaello, Benozzo Gozzoli e altri ‘big’, tra cui anche Botticelli). Ho partecipato al convegno inaugurale al teatro (che di teatro non ha nulla) “Diego Fabbri” e alla bellissima lezione del professore Ezio Raimondi (Presidente dell’Istituto beni culturali dell’Emilia-Romagna), salutata con una standing ovation senza precedenti per i compassati eventi organizzati dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Ma soprattutto domenica pomeriggio sono stato a visitare la mostra, nel tardo pomeriggio, mentre sulla città scendeva la neve. Un’atmosfera bellissima, amplificata dallo splendore dei capolavori presenti. Difficile fare una ‘classifica’ dei quadri più belli. Sicuramente la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca e il celeberrimo affresco di Melozzo staccato dai Musei Vaticani e portato a Forlì. Prodigio di tecnologia la riproduzione in 3D della cupola della sagrestia di San Marco nella basilica della Santa Casa di Loreto. L’opera si può ammirare con degli occhialini appositi usa e getta. Un effetto originalissimo e mai visto prima. Altri quadri andrebbero citati, ma sicuramente tornerò a parlare della mostra e di Melozzo nelle prossime settimane.

Anso all’Antitrust. L’Antitrust ha chiuso l’istruttoria che aveva aperto, su suggerimento della Fieg, nei confronti di Google per presunto abuso di posizione dominante nello svolgimento dell’attività di Google News. Come Anso, l’associazione nazionale dei giornali locali on-line che presiedo, avevamo partecipato al contenzioso schierandoci con Google e depositando le nostre osservazioni all’Antitrust. Qui trovi il mio commento e la posizione dell’Associazione.

Avrei moltissime altre cose da scriverti, ma sto debordando e dunque mi fermo qui. Ci sentiamo presto.

Ciao, alla prossima!


Marco

Pillole, newsletter numero 3 del 16 gennaio 2011

Ciao!

 

L’anno è cominciato come era finito, cioè a ritmo forsennato. Ma è iniziato anche con un bellissimo incontro, che quasi monopolizza queste “pillole”.

 

Visita storica. Come ti avevo annunciato nelle precedenti ‘pillole, il presidente della Repubblica ha visitato Forlì ed è stata una esperienza toccante, emozionante, vibrante, unica. Perchè? Cos’ha fatto di così eccezionale? Effettivamente non ha svolto alcuna piroetta e neppure qualche show. Ha visitato una città che non avevo mai visto così bella, addobbata con il tricolore alle finestre del centro storico, frizzante, bramosa di incontrare il suo presidente. Tanto da sorprendere lo stesso Napolitano, che ha definito Forlì “un esempio” per tutta Italia.

 

La stretta di mano. Ho avuto un privilegio enorme, un privilegio che può sembrare una banalità. Ho avuto il privilegio di stringere la mano (c’è anche la foto, guarda!) a Napolitano, di dirgli a viva voce: “Presidente, siamo molto lieti e orgogliosi di averla a Forlì”. Ho avuto il privilegio di incrociare il mio sguardo con il suo. Un privilegio che mi ha commosso. Perchè quando gli ho stretto la mano ho pensato alle587 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda e hanno consentito che io sedessi in Consiglio; alle persone che nel bene e nel male, con molti difetti e molti limiti, in qualche modo tento di rappresentare. A quelle persone ho pensato e a stento sono riuscito a trattenere le lacrime in quella manciata di secondi.

 

Orgoglioso del ‘mio’ giornale. La visita di Napolitano è stato un evento anche dal punto di vista mediatico. Migliaia di persone hanno seguito in diretta lo straordinario lavoro fatto da RomagnaOggi.it, dalla redazione del giornale che ho fondato. Non ci sono parole per descrivere l’adrenalina che un evento come questo è capace di trasmettere a chi svolge il mestiere (bellissimo, il pù bello secondo me) del giornalista. Ti invito a visitare lo speciale che riassume tutto il lavoro fatto dai ragazzi, ai quali prossimamente verrà eretto un monumento…

 

Cosa penso sulla Fiat. A Mirafiori il “sì” ha prevalso al referendum (cosa prevede l’accordo). Quello che mi ha più sconcertato, è con quanta facilità si è trasformato il futuro di oltre 5.000 lavoratori in una sorta di partita di calcio: le due tifoserie si sono confrontate con la massima contrapposizione. La situazione è molto più complessa del “sto con Marchionne” o “sto con la Fiom”. Personalmente non sto con nessuno dei due, né con Marchionne né con la Fiom. I ricatti sono sbagliati e di ricatto si tratta in entrambe le posizioni. Io credo che di casi come questo ce ne siano molti altri in Italia, anche qui in Romagna. Molti nascono adesso anche perchè la crisi comincia a mordere davvero, manifestando tutti i limiti del nostro sistema di regole e l’eccessiva pesantezza del costo del lavoro. E piuttosto che precipitarsi davanti ai cancelli delle fabbriche solo quando ci sono le telecamere, la politica dovrebbe affannarsi per ridurre in ogni modo la tassazione sul lavoro. Non è possibile che il lavoro sia tassato più di quanto viene tassata una speculazione di borsa: sarà anche utopia, ma mi sembra una questione di giustizia e buon senso. Comunque mercoledì prossimo incontrerò una delegazione della Fiom di Forlì per un confronto, ti farò sapere l’esito dell’incontro.


Giornalisti ‘retrò’. Nei giorni scorsi si è svolto il congresso della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), il principale sindacato dei giornalisti. E’ passato sotto traccia una notizia a mio parere allucinante: secondo Fnsi internet fa “concorrenza sleale” al giornalismo (leggi qui). E’ un tipico atteggiamento italiano: il cambiamento, la novità, vengono visti con scetticismo, con la puzza sotto al naso, come un pericolo da sradicare. Da editore di un giornale on-line, mi chiedo se non sia più sleale trovarsi articoli prodotti dalla nostra redazione copiati integralmente su giornali cartacei, che per giunta prendono oltre 2 milioni di euro l’anno di contributi pubblici… Mah!

 

Bisogno d’aiuto. Negli ultimi 8-10 giorni ho incontrato molte persone che mi hanno contattato perchè non sanno più a chi rivolgersi. Donne sole con figli da mantenere che hanno perso il posto di lavoro, anziani che non riescono a pagare l’affitto, ragazzi che non sanno dove sbattere la testa per fare un lavoro, imprenditori in difficoltà, amministratori pubblici che non sanno come gestire alcuni problemi. La gente ha bisogno e non trova punti di riferimento. La cosa più difficile è dare le risposte che servono e viene l’angoscia a pensare di non poter risolvere certi problemi.

Poi si fanno avanti anche quelli che non hanno per nulla bisogno, ma che chiedono altre cose, spesso scorciatoie: fra l’altro sono i più insistenti. A volte tocca anche usare la maleducazione per farli smettere.

 

Porta a porta, si parte! L’11 gennaio 2011 è stata una giornata importante per la città di Forlì. In Consiglio comunale abbiamo approvato l’avvio della raccolta dei rifiuti porta a porta. Si partirà il 31 gennaio in tre zone che sono quelle dei quartieri Ronco, Villa Selva e San Leonardo. E’ una scelta importante, lungimirante, coraggiosa. Importante perchè rispetta un impegno preso in campagna elettorale (fatto assai raro oggi); lungimirante perchè orientata al futuro, perchè pensa oggi ad un problema centrale per i prossimi decennt; coraggiosa perchè ad un primo impatto può sembrare impopolare. Ma quando si fa politica bisogna fare delle scelte, non nell’interesse di chi governa, ma nell’interessa della comunità. Il bene della nostra comunità, quello presente e quello futuro, deve essere sempre e comunque il principale punto di riferimento per chi si occupa della cosa pubblica. Sempre.

 

Ci sentiamo presto, alla prossima!

 

Marco

 

 

Pillole – Newsletter numero 2 del 1 gennaio 2011

Ciao!

Questo ‘numero’ delle mie pillole è l’occasione prima di tutto per rivolgerti e rivolgerci gli auguri di un 2011 che sia fatto di serenità, soddisfazioni e migliore del 2010. Un anno di riscossa, per recuperare il terreno perduto e guardare al futuro con un po’ più di fiducia.

Ciao 2010. Lo spazio per fare un bilancio approfondito dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, non c’è: servirebbero pagine e pagine. E allora mi limito a dire solo tre cose: è stato un anno durissimo; è stato un anno non generoso di soddisfazioni; è stato un anno, personalmente, ho dato tutto me stesso per ciò in cui credevo: lavoro, impegno politico, impegno per Forlì e il suo territorio. E devo dire che sentirsi a posto con la propria coscienza è già una grandissimo risultato. Buoni propositi per il 2011: continuare a impegnarsi senza risparmio, dare sempre più centralità alle relazioni tra le persone, ritagliare qualche angolo di riposo. Allora comincio da qui, dal riposo: in questi primi giorni dell’anno sono a Vienna, una città incantevole, da cui si fa fatica a venire via..

Intervista di fine anno. Dicembre tempo di bilanci e anche i quotidiani non si sottraggono a questo ‘rito’. Mi ha fatto piacere che il Resto del Carlino, edizione di Forlì, abbia chiuso il suo 2010 con una intervista al sottoscritto che puoi leggere scaricandola qui (in formato pdf). Una intervista molto ben realizzata (non mi riferisco al contenuto ovviamente ma alla forma: il giudizio sul contenuto lo lascio a te) da Luca Bertaccini. Ho ricevuto moltissime reazioni, qualche decina di sms, molte telefonate, e-mail, messaggi su Facebook. Evidentemente la ‘carta’ è ancora molto letta! Battute a parte, non sono tra quelli che pensano che non esiste futuro per i quotidiani cartacei: di questo però parleremo un’altra volta.

Napolitano a Forlì. Il 7 avremo l’onore immenso di salutare e ricevere in Consiglio comunale assieme al sindaco e a tutti gli altri consiglieri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il giorno dopo, sabato 8 gennaio, Napolitano sarà in piazza a Forlì poi andrà al Diego Fabbri: in piazza sarà allestito un maxi-schermo per seguire l’evento (segui gli aggiornamenti sul programma ufficiale sul sito del Comune della Prefettura). Se puoi, La tua presenza sarà importantissima! Dobbiamo dare un grande segnale di vicinanza e sostegno alla più alta carica dello Stato, che io considero già un monumento.

Confesso che sono emozionato: appena mi hanno telefonato per chiedermi conferma della presenza ai due appuntamenti, un brivido mi ha attraversato la schiena. Eppure avrò, forse, solo l’opportunità di stringere la mano al presidente, nulla di più. Ricordo come mi sono commosso entrando al Quirinale la prima volta che ne ho avuto l’occasione: il fascino che mi suscitano le istituzioni è tale e tanto che sarà difficile trattenere la trepidazione.

2011 anno dei giovani? A proposito di Napolitano, ho ascoltato il messaggio di Capodanno del presidente della Repubblica. Il cuore del discorso (leggilo qui) era tutto imperniato sui giovani, come mai nessuno prima d’ora aveva fatto in una circostanza così solenne. Spero davvero che il 2011 sia l’anno delle nuove generazioni, sia l’anno in cui i ventenni e i trentenni del nostro paese e dei nostri territori cominciano a farsi spazio, a prendere in mano le redini del futuro, a tornare a credere nel futuro. Troppe volte la giovane età viene considerata una ‘scusa’ per non dare credibilità a ciò che viene proposto, sia in ambito professionale che in altri ambiti. Essere giovani deve essere un valore, non una penalità. Altrimenti non c’è speranza neppure per i meno giovani, ma solo per quella stretta cerchia di veterani del potere che si arroccherà sempre di più su se stessa e farà da tappo per tutti gli altri. C’è bisogno di tutti: giovani, meno giovani, anziani, ma con equilibrio. Proviamoci.

Forlì ‘culla’ del Rinascimento . A fine gennaio a Forlì inaugurerà una mostra straordinaria, davvero di grandissimo spessore. E’ dedicata al Melozzo ma passerà in rassegna tutto il Rinascimento e porterà a Forlì capolavori assoluti anche di grandissimi maestri di quella stagione così fortunata per l’arte. In particolare c’è un affresco che sarà portato al museo San Domenico che ritrae papa Sisto IV e altri signori di cui ti parlerò in una prossima newsletter perchè si presta ad una interpretazione a mio parare molto intrigante.

Polemica natalizia. Il 17 dicembre ho partecipato in prefettura a Forlì al ricevimento del prefetto Angelo Trovato (foto). Un appuntamento che si svolge ogni anno in due occasioni: il 2 giugno (festa della Repubblica) e appunto in prossimità del Natale. Qualcuno si è lamentato del costo eccessivo di questa cerimonia e dello sfregio che si fa alla comunità in un momento di crisi. Francamente mi sembra una polemica assurda. La cerimonia ha visto l’esibizione dei bravissimi allievi del liceo musicale di Forlì ed è stata molto sobria (e poco costosa); inoltre ritengo importante che almeno due volte l’anno le massime istituzioni civili, militari, religiose, politiche, economiche, sociali, del volontariato, dello sport, si trovano tutti insieme per parlarsi, confrontarsi e stringere relazioni.

La relazioni tra le persone sono, anche se può apparire fuori dal tempo dirlo, il nocciolo del futuro. Se non recuperiamo la capacità di relazionarci con gli altri, di instaurare dei rapporti umani, dei contatti non solo telematici, credo saremo perduti. Allora l’augurio finale sia questo: che il 2011 sia l’anno delle relazioni, positive o negative, proficuo o improduttive, piacevoli o meno. Da solo possiamo fare tanto, ma non tutto: recuperiamo la capacità di sognare, di pensare in grande, di essere ambiziosi e di stare insieme.

Buon anno!

Marco



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L’inizio di una nuova avventura

Il 27 gennaio scorso l’assemblea territoriale del Partito democratico forlivese ha proclamato la mia elezione a segretario territoriale (qui il testo del mio discorso). E’ stato un momento emozionante: per la grande responsabilità che significa quel ruolo, per il compito che dovrò svolgere, per la passione e il profondo rispetto che ho per la politica e per chi l’ha ‘costruita’.

Emozionante anche per le persone che mi hanno sostenuto sin dall’inizio, quando ho cominciato a muovere i primi passi in questo ambiente, e che mi hanno aiutato, confortato e incitato durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative e nei momenti difficili vissuti negli ultimi mesi. Persone che quella sera c’erano, capace di trasmettere quella fiducia che sa essere ancora di salvezza nei giorni più bui.

Infine è stato emozionante sapere che si apre un nuovo capitolo della mia vita, tutto da scrivere, che simbolicamente ne chiude altri. Belli, difficili, esaltanti, tristi: in ogni caso indimenticabili. Il pensiero va ai protagonisti di quei capitoli, a quelli più cari e il cui ricordo mi accompagnerà sempre, nelle pagine di questo come dei capitoli futuri. La vita è fatta di emozioni: e se la politica saprà tornare ad emozionare, allora avrà recuperato parte del suo ruolo.

> Il testo del mio discorso

Riccardo Muti e la ‘fame di valori’: un esempio da seguire

Riccardo Muti

“Nel mondo c’è fame non solo di pane, ma anche di valori”: Riccardo Muti è uno dei più prestigiosi italiani di sempre, il simbolo moderno (assieme a Luciano Pavarotti) della grande tradizione musicale italiana nel mondo. Poco prima di concludere il concerto di Natale da lui diretto al Senato, Muti si è concesso un breve discorso, fermandosi a riflettere sull’orchestra che stava dirigendo, la Luigi Cherubini.

Un’orchestra da lui fondata, composta interamente da giovani artisti che vengono formati e seguiti per tre anni, prima di spiccare volo verso altre formazioni musicali. Muti ha voluto simboleggiare con questra orchestra che esiste ancora un’Italia che crede nei valori più autentici del nostro paese, nella formazione, nello studio, nell’impegno, nel sacrificio. C’è un’Italia che ancora crede in sé stessa, che si sa apprezzare e si vuole valorizzare.

Muti (che qualcuno, a ragion veduta, propone venga nominato senatore a vita) ha definito i suoi ragazzi come musicisti vocati alla esaltazione della Bellezza, con la B maiuscola: e poche altre cose nel mondo esprimono il senso di bellezza come alcune straordinarie opere d’arte del Rinascimento, alcune magistrali sculture del Bernini o alcune grandi sinfonie musicali (due soli esempi, tra le migliaia che si potrebbero fare: le quattro stagioni di Vivaldi e l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana).

La fame di valori non è nostalgia: è il bisogno di avere certezze e capisaldi di una cultura e tradizione, quella italiana, che troppo spesso in questi anni è stata annacquata da programmi televisivi di infima qualità, dal tentativo sistematico e quotidiano di abbassare il livello di attenzione culturale e demolire i ‘valori’ che sono in grado di caratterizzare le personalità di ciascuno di noi. Perché appiattendo tutto è più facile condizionare tutto.

Ma c’è chi non accetta questo compromesso al ribasso e chi continua a battersi per coltivare, esaltare o apprendere questi valori: lo fa nella sua immensità il maestro Riccardo Muti (uno che è capace a dire di no anche alla Regina Elisabetta), lo possiamo fare noi nella nostra enorme modestia studiando, applicandoci e dilettandoci con lo scoprire alcune delle infinite Bellezze che ancora esistono e di cui nessuno ci può privare. Per qualcuno può apparire inizialmente come un sacrificio, se non altro intellettuale; ma ne vale assolutamente la pena.

I versi magici di Alda Merini

Non sono un amante della poesia e non conoscevo bene le opere di Alda Merini, la poetessa morta domenica sera a Milano, ritenuta la più grande del nostro tempo. La sua scomparsa mi ha spinto a documentarmi, a leggere qualche poesia di quelle che l’hanno resa celebre. Mi hanno colpito alcuni suoi versi, che desidero ora fare, e che sento, miei.
Titolo: Non voglio dimenticarti, amore
Non voglio dimenticarti, amore,
né accendere altre poesie:
ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce,
la poesia ti domanda
e bastava una inutile carezza
a capovolgere il mondo.
La strega segreta che ci ha guardato
ha carpito la nudità del terrore,
quella che prende tutti gli amanti
raccolti dentro un’ascia di ricordi.

Pavarotti a Roma, emozione al Vittoriano

Lo scorso week-end sono stato a Roma. Tra le altre cose che ho fatto, una mi ha colpito più delle altre. E’ la mostra dedicata a Luciano Pavarotti, allestita al Vittoriano. Un’unica sala, dove però è condensata tutta la grandezza di big Luciano, con una straordinaria raccolta di foto, video inediti, immagini splendide, veri e propri cimeli (anche curiosi, come ad esempio i famosi fazzoletti bianchi).

E’ straordinario vedere come un uomo, un’artista che di suo non ha alcun potere politico, abbia avuto un peso così importante, abbia suscitato l’interesse di tutto il pianeta con un’arte, la lirica, tutt’altro che ‘facile’. Ed è straordinario sentire come ancora oggi, ad  un anno dalla morte, continua ed emozionare e a commuovere con la sua voce e la sua grandezza.

Stregato dal “Giambellino”

Pietà, opera del 1460

Pietà, opera del 1460

Lo scorso week-end (quello del 5-6 ottobre) ero a Roma e nonostante l’influenza, la febbre a il maltempo, non potevo fare a meno di andare ad ammirare la splendida mostra allestita alle Scuderie del Quirinale (ottimo esempio di riqualificazione di un edificio antico adattato ad un utilizzo contemporaneo) e dedicata a Giovanni Bellini, noto anche come “Il Giambellino”

 

Non che io sia un esperto d’arte, un critico o un intenditore, ma tutto ciò che è cultura antica, storia, arte e spiritualità mi suscita un certo effetto che è persino difficile spiegare. Ebbene, la sacralità delle opere di Bellini mi ha colpito davvero tanto. 

 

Una sacralità struggente, quasi commovente, sicuramente imperdibile. Molto spesso si osannano altri pittori e lui coevi, ma nelle opere del Giambellino (veneziano) ho davvero visto la cultura del Rinascimento, della grande spiritualità che caratterizzava quel tempo. E poi la provenienza dei quadri è davvero planetaria: Boston, New York, Londra, Parigi. 

 

C’è poi un’altra serie di altre emozioni e sensazioni personali che finirebbero per appesantire ancor di più questo post (e che dunque tengo per me) forse già sin troppo ridondante, ma che ci tenevo a dedicare al Gianbellino.

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