A Italia Futura per ‘raccontare’ RomagnaOggi.it

Bella giornata mercoledì 24 novembre a Roma, per parlare di RomagnaOggi.it all’evento organizzato dall’associazione Italia Futura (bello anche il luogo, a due passi da piazza di Spagna). “Giovani, al lavoro!” era il titolo-esortazione voluto dallo staff diLuca Cordero di Montezemolo (che è il presidente dell’associazione).

Si è parlato dell’assenza di futuro che c’è in Italia per i 20enni e i 30enni che vivono qui e sono state formulate delle proposte concrete per cercare di migliorare la situazione.  “Casualmente” una di queste proposte (i documenti circolano da tempo) è stata presentata un’ora prima di cominciare l’evento dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni assieme al premier Silvio Berlusconi…

Comunque l’evento, condotto da Andrea Romano (fac totum di Italia Futura) è stato presentato da Giovanni Floris, che questa volta non ha ricevuto una telefonata in diretta come la sera prima. A parte la scarsa simpatia del presentatore, l’evento è stato molto interessante. Assieme a me sono intervenuti altri tre ragazzi da varie parti d’Italia raccontando la loro esperienza (Eleonora, Nicola e Marco, tutti di ottima compagnia). Sul palco tre ottimi docenti universitari, giovani (under 40) come Irene Tinagli, Marco Simoni e Stefano Micelli. Ho conosciuto, seppure brevemente, Luca Cordero di Montezemolo, che mi ha colpito per l’attenzione maniacale che ha per i dettagli e l’organizzazione.

Mi ha fatto piacere essere stato invitato da Italia Futura, anche se un pizzico di amarezza viene nel pensare che a Roma si sono accorti dell’iniziativa di RomagnaOggi.it (così come in molte altre parti d’Italia e non solo) mentre in Romagna quando si parla di queste cose lo fanno sempre i ‘soliti’ ultrasessantenni. Sentire parlare di ciò di cui hanno bisogno i giovani da gente vicina ai 70 anni, che da decenni ricopre posti di potere senza mai mollare, è davvero assurdo.

Una tassa sul web per salvare la carta: tassiamo le biciclette per salvare le auto

La Fieg, il più grande sindacato di editori di quotidiani in Italia, ha trovato la propria ricetta per risolvere i problemi della crisi dell’editoria: mettere una tassa su internet per finanziare i quotidiani. A mio parere sarebbe come dire: tassiamo tutti gli acquisti di biciclette e mezzi elettrici per finanziare le automobili a diesel. Assurdo. Di seguito la dichiarazione di Anso su questo argomento.

«La proposta di Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, presidente FIEG, di tassare le connessioni Internet per finanziare l’editoria che versa in uno stato di crisi profonda, è fuori dal tempo – dichiara ANSO -. Le testate della carta stampata possono contare già su cospicui finanziamenti statali. Privilegio non concesso a chi fa informazione in maniera libera, indipendente e innovativa come i giornali online. Tassare l’innovazioneper finanziare un sistema di potere che appartiene al passato è tipico di chi non riesce a guardare avanti. Sono interventi come questo che fanno dell’Italia un Paese “vecchio”, governato da una classe dirigente che guarda indietro invece di cogliere l’evoluzione dei tempi. Tassare Internet, anche “del costo di un caffè al mese“, come chiede Malinconico, avrebbe conseguenze disastrose sul panorama tecnologico italiano. Non è possibile difendere posizioni ormai superate, come quelle della FIEG, ignorando che c’è chi, come i giornali online, riesce ad informare, a dare lavoro, ad offrire servizi innovativi ai lettori senza contributi statali».ANSO sottolinea, inoltre, due incongruenze in cui ritrova anche l’assurdità della proposta della FIEG: «Tassare il web per finanziare una parte di editoria, grandi editori che hanno il loro maggior interesse sulla carta, sembra follia. E alla fine dei conti anche una scorrettezza: se di finanziamenti si deve parlare, bisogna trovare un modo per finanziare l’editoria tutta, anche quella che opera esclusivamente online, oppure  - meglio ancora – niente per tutti. Ritornando alle assurdità della proposta FIEG, non si considera affatto che dovrebbe pagare questa tassa anche chi in Internet non sceglie di leggere informazione online».

Come da tempo chiede, ANSO sottolinea l’importanza di una riforma dell’editoria che tenga conto, però, dell’enorme importanza che l’informazione online ricopre, soprattutto quella locale, che conta milioni di utenti/lettori.

Tutti a Perugia per il Festival del Giornalismo!

Sarò presente anche io quest’anno al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia, partecipando a due panel di discussione. Di seguito il comunicato di Anso.

Anche ANSO sarà presente al Festival del Giornalismo che si sta svolgendo in questi giorni a Perugia.
In particolare, il Presidente Marco Di Maio sarà fra i relatori per due eventi in programma:

  1. venerdì 23 aprile, alle ore 15 in Sala Lippi  ”Economia, politica e cronaca. Il ruolo dell’informazione locale online” (http://www.ijf10.org/it/post/10407/)
  2. sabato 24 alle ore 11 e sempre in Sala Lippi per “L’informazione che ti gira intorno: il radioso domani dell’informazione locale e ultralocale” (http://www.ijf10.org/it/post/5887/)

Sarà un momento di confronto importante con altre realtà del settore dell’editoria e del giornalismo, nazionale e internazionale, e in egual misura sarà  importante la presenza di ANSO per rappresentare il mondo dell’editoria locale online.

Informazione on-line e regole: intervista radio sul web

Zipnews.it mi ha fatto una breve intervista radio sui problemi dell’informazione on-line (per ascoltarla clicca sul simbolo ‘play’ in fondo all’articolo) a seguito del convegno di Orvieto su questo tema. Una breve chiacchierata per raccontare quanta strada ancora ci sia da fare nel nostro paese per arrivare davvero ad una piena consapevolezza da parte di istituzioni e non solo sull’importanza e il ruolo che l’informazione on-line ricopre nella vita quotidiana di milioni di persone.

Informazione on-line e le sue regole: da Orvieto spunti per una riforma

Giovedì 11 febbraio ho partecipato ad Orvieto ad un interessantissimo convegno su informazione on-line e regole. Un appuntamento prestigioso, che ha visto il coinvolgimento tra gli altri di alcune personalità come il presidente del tribunale di Orvieto Edoardo Cofano, il procuratore della Repubblica Francesco Novarese, il professore Giuseppe Corasaniti, l’avvocato Guido Scorza. Coinvolto anche il locale ordine degli avvocati.

Sul blog di Anso, l’Associazione nazionale stampa on-line che presiedo da quasi un anno, il comunicato e le dichiarazioni rilasciate.

L’ultimo giorno da direttore

Il 30 dicembre è stato l’ultimo giorno in cui mi sono svegliato con lo stesso ruolo che per quasi 6 anni ha riempito di fatto gran parte delle giornate della mia vita: da oggi, infatti, non sono più il direttore responsabile di RomagnaOggi.it, del mio giornale, che ho fondato nel 2004 e che dal 2006 è la mia attività primarie. E’ un pezzo della mia vita, un pezzo della mia persona e un pezzo del mio cuore: che non se ne va, ma semplicemente si allontana

Una scelta doverosa, a cui stavo lavorando già da tempo, cioè da quando sono stato eletto in consiglio comunale a Forlì nel giugno scorso. Ho sempre ritenuto di essere capace di distinguere l’attività professionale da quella personale, e dunque il ruolo di direttore di un giornale dal mio impegno politico: penso di averlo fatto con buon esito, ma credo sia giusto e corretto dare un segnale di trasparenza e coerenza fugando ogni dubbio di possibili conflitti di interesse.

Ciò lo ritengo tanto più necessario nel momento in cui mi viene assegnata la responsabilità di essere il candidato unico e unitario alla segreteria del Partito democratico forlivese. Una responsabilità gravosa, ma estremamente stimolante, che ho deciso di accogliere con entusiasmo e con lo spirito tipico che si deve avere in questi casi: mettersi al servizio di un progetto più grande di noi, che riguarda un’intera collettività e non solo un partito. E al quale le generazioni più giovani non possono rimanere estranee e devono finalmente diventarne parte attiva.


Un servizio a cui ci si dedica con passione e dedizione, ma senza trascurare il proprio futuro, quello che ci si è costruiti con l’impegno e la fatica quotidiana: il proprio lavoro. E il mio lavoro in questi anni (pur tra difficoltà e momenti davvero brutti) mi ha regalato le
soddisfazioni più belle, quelle che fanno essere orgogliosi di sé e di ciò che, dal nulla, si è creato. Momenti di vera esaltazione, autentiche scariche di adrenalina. Migliaia di persone, oggi, leggono ciò che all’inizio sembrava miracoloso potesse essere letto da qualche decina di lettori. Separarsi da questa creatura, oggi non solo provoca un po’ di smarrimento, ma suscita anche una sincera e profonda commozione.


Non so cosa mi riserverà il 2010, ma so e garantisco che sarà un anno di grande impegno per costruire qualcosa di nuovo; con un pizzico di malinconia per quello che è stato, con una spinta enorme nel voler scoprire quel che sarà.

Il Governo colmi il vuoto legislativo sui quotidiani on-line

Il ministro Maroni pronto a intervenire per 'regolare' la rete

C’è un settore dell’informazione, frequentato ogni giorno da milioni di persone, che di fatto non esiste per la legislazione italiana: è il mondo dell’informazione on-line. Dopo l’aggressione a Silvio Berlusconi il Governo ha annunciato di voler mettere mano ad una regolamentazione di internet.

Da più parti si sono levate voci di dissenso: attendiamo di sapere cosa e come il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, vuole intervenire sull’argomento. Nel frattempo è bene ricordarsi che oggi se un lettore di un quotidiano on-line scrive un commento che qualcuno può ritenere violento (e qui bisogna capire dove sta il limite tra il violento e il non violento, che in alcuni casi può essere molto labile e troppo discrezionale) l’editore e il direttore responsabile di quel quotidiano, rispondono personalmente in sede civile e penale.

Lo stesso può accadere, come già avvenuto, se la presunta ingiuria, diffamazione o ‘violenza’ viene commessa in uno spazio interno al giornale in cui sono presenti gli annunci per l’acquisto o la vendita di prodotti: un associato ad Anso, infatti, si è ritrovato con una querela a proprio carico e a carico del direttore responsabile per un annuncio pubblicato in una bacheca di questo genere.

La legislazione corrente non tiene conto in nessun modo delle peculiarità che riguardano i quotidiani on-line, che sono trattati alla stregua della carta stampata in tutto e per tutto, tranne ovviamente alla possibilità di accedere ai contributi pubblici.

Non si tiene conto della possibilità degli utenti di partecipare con propri contenuti all’attività dei giornali; non si tiene conto dalla rintracciabilità di tutto l’archivio, per cui una persona che tre anni fa è stata arrestata e oggi è stata scagionata per qualche reato, facendo una ricerca su internet si può trovare ancora associata alla notizia di quel reato. Di casi come questo i quotidiani on-line ne devono affrontare a decine ogni giorno. Da nessuna parte è chiaro come ci si deve comportare.

Quel che è certo, però, è che in molti di questi casi sono gli editori e direttori dei quotidiani on-line a pagare il vuoto legislativo che si è creato, essendo paragonati ai colleghi della carta stampata. Non mi pare giusto, soprattutto se è vero, come è vero, che la rete è il luogo del pluralismo per antonomasia e soprattutto se l’autore di un blog o di un sito di informazione non professionale può scrivere ciò che vuole (giustamente) e invece un giornale costruito con la fatica, l’impegno e gli investimenti economici di chi ci crede, deve fare attenzione alle virgole altrimenti rischia di finire sotto la scure giudiziaria.

Il Governo stia attento a mettere mano alla Rete: lo faccia con la massima delicatezza perchè il rischio è quello di frenare l’ultimo vero motore di libertà che è rimasto. Faccia qualcosa, però, per evitare che la libertà non sia appiattimento, che chi fa informazione per professione su internet, sia nelle condizioni di farlo senza essere penalizzato. Detto questo, non si deve mettere alla Rete il bavaglio: la rete è il mezzo attraverso cui circolano le idee. Chi usa il mezzo in modo sbagliato, va perseguito: ma se si vuole punire il contenuto non ce la si può prendere con il contenitore.

A Jesi convegno su giornali on-line e social network: il futuro è qui

Con Luca Conti durante il convegno di Jesi

Venerdì sera a Jesi, nell’ambito dell’Assemblea nazionale di Anso, abbiamo organizzato un convegno pubblico nella splendida biblioteca planettiana con Luca Conti, esperto internazionale di social network e informazione on-line. Luca ha portato alcuni interessanti esempi di interazione tra network sociali e portali di informazione.

Ancora una volta ne è emerso che gli Stati Uniti sono molto più avanti di noi, con casi di grandiosa applicazione dei social network al lavoro giornalistico delle redazioni di grandi giornali: splendido il caso del New York Times, ma molto interessante anche quello che ha fatto Huffington Post sulla guerra in Afghanistan.

In Italia qualcosa di nuovo in questo ambito è stato fato dal Sole 24 ore, ma il terreno è in gran parte ancora da esplorare.

Per la cronaca, il mio giornale, RomagnaOggi.it, è presente su Facebook e su Twitter e molto presto attiveremo anche altri strumenti di interazione per coinvolgere i lettori. Qui sotto le slide della sua presentazione.

Internet, l’informazione locale e la pubblicità: una mia intervista

Di seguito un’intervista registrata negli uffici di AdVit utilizzato allo Iab Forum di Milano. Si parla di Anso (Associazione nazionale della stampa on-line) di cui sono presidente, e di RomagnaOggi.it, il giornale on-line che ho fondato nel 2004.

 

 

Intervento all’Igf (al Cnr di Pisa): “Informazione on-line fonte di innovazione”

Mercoledì 7 ottobre 2009 ho partecipato ad una importante tavola rotonda all’Igf (Internet governance conference) che si è svolto al Cnr di Pisa. Di seguito il comunicato stampa diffuso al termine dell’iniziativa dall’Anso (Associazione nazionale della stampa on-line) che ho l’onore di presiedere.

“Internet e nuove forme di impresa” è il titolo della tavola rotonda alla quale ANSO è stata invitata a portare il suo contributo, durante l’Internet Governance Forum che si è concluso mercoledì al CNR di Pisa. Il presidente ANSO, Marco Di Maio, è intervenuto dando voce all’esperienza degli editori locali online associati e, più in generale, manifestando ancora una volta l’esigenza che il Legislatore regolamenti e valorizzi l’informazione locale online.

A questo proposito, Di Maio si è riallacciato alle esperienze di innovazione su campi esterni al web portata da Gartner e Microsoft, due società leader, e ha sottolineato come l’informazione locale online rappresenti un elemento di straordinaria innovazione per il mondo dell’editoria. Ha introdotto quel concetto di “glocalità” che oggi è indispensabile per affrontare qualsiasi sfida che pone il futuro.

«Bisogna partire dalla propria comunità locale – spiega Di Maio – e lì costruire un forte radicamento, per poi diffondere una cultura dell’informazione che non sia legata solo al proprio territorio, ma che sappia allargare la visione agli attori che operano sul territorio stesso».

Alla luce dei numeri sviluppati da ANSO (2,5 milioni di lettori unici al mese, 25 milioni di pagine visitate e 40 testate giornalistiche registrare), durante l’intervento alla tavola rotonda, Marco Di Maio ha rimarcato la totale assenza di una legislazione che tenga in adeguato conto il mondo dell’informazione online, e ha ribadito l’esigenza di convocare quanto prima gli Stati Generali dell’Editoria. Secondo l’ANSO, è urgente una riforma del settore, che preveda non solo la regolamentazione del mondo dell’informazione online, ma anche una serie di norme che ne agevolino lo sviluppo e il consolidamento.

«L’informazione online va considerata al pari degli altri media – sottolinea il presidente ANSO – specialmente in un momento in cui si parla molto di libertà di informazione, che significa pluralismo. Escludere il mondo online dalla legislazione e dagli interventi a sostegno dei vari settori dell’editoria non sembra quindi andare incontro a quel principio di libertà d’informazione e di pluralismo a cui spesso si fa riferimento».

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