Hera, a comandare non deve essere la Borsa
ottobre 4, 2011 Lascia un commento
Le esortazioni delle associazioni di categoria attraverso lo strumento (unico in Italia) di “Una voce sola per l’economia” circa la necessità di riprendere una maggiore capacità di indirizzo da parte dei soci pubblici nei confronti di Hera, non possono rimanere inascoltate. Le istituzioni locali e il territorio forlivese, si devono battere in tutte le sedi, istituzionali e politiche, affinchè il patto di sindacato che riunisce i soci pubblici, sia in grado di agire con più forza e determinazione nel condizionare positivamente le scelte aziendali.
Del resto questo è uno sforzo necessario affinchè sia utile la funzione dei soci pubblici all’interno di un grande gruppo come Hera, che rappresenta una ricchezza per questi territori per gli investimenti che è in grado di fare e per le ricadute positive che può offrire alle comunità locali; il ruolo dei soci pubblici deve essere anche quello di rafforzare il concetto che la filosofia aziendale non può essere solo quella dettata dalle trimestrali di cassa di cui chiedono conto gli analisti finanziari e gli investitori della Borsa.
Hera ha una funzione che va oltre i confini di una normale azienda che produce servizi, perché deve giocare anche un ruolo a sostegno e a favore del territorio, delle famiglie e delle imprese che vi operano (senza il cui contributo sarebbe impossibile per Hera e il suo management presentare bilanci così brillanti); ruolo che si può rafforzare con una maggiore e più convinta coesione dei soci pubblici, non per alimentare conflitti interni ma unicamente per rendere questo grande gruppo fino in fondo una opportunità per le comunità in cui opera.

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