Pillole, newsletter numero 5 del 26 aprile 2011
aprile 24, 2011 Lascia un commento
Dopo una lunga pausa ecco queste nuove “Pillole”, la mia newsletter più o meno periodica nella quale cerco di riassumere una parte dei miei pensieri. Cercherò di essere breve e di contenere in poche righe le tante cose che sono accadute e che vorrei condividere con te (con l’impegno di essere più frequente). Colgo l’occasione per augurarti, in extremis, una serena Pasqua, con l’auspicio che questi siano giorni di riposo e ritmi più dilatati.
Libia. Stando sull’attualità, non si può trascurare quello che sta avvenendo in Libia e più in generale nel Mediterraneo. Siamo di fronte ad un sommovimento orizzontale che sta mettendo in subbiglio il Medio Oriente e il nord Africa, le cui conseguenze sono difficilmente prevedibili e immaginabili. Le previsioni degli esperti di relazioni internazionali e di geopolitica, non erano mai arrivate a ipotizzare uno scenario come quello attuale. Anche perché nessuno fino ad oggi aveva fatto i conti fino in fondo con il veicolo che ha fatto accendere la miccia della protesta: internet. Grazie alla Rete migliaia di giovani (ci sono aree del Medio Oriente e del Nord Africa in cui il 50% della popolazione ha meno di 30 anni) hanno potuto aggirare i divieti imposti dai regimi, organizzarsi e dar vita ad una mobilitazione straordinaria e senza precedenti. Ecco perché alcune dittature (e non solo, vero Italia…?) stanno cercando in qualche modo di imbavagliare il web: ancora non ce l’hanno fatta e credo/spero non ce la faranno mai. Su questo ti consiglio di leggere il ‘Quaderno speciale’ di Limes uscito pochi giorni fa e dedicato al Mediterraneo.
Forlì, iper. Il 7 aprile a Forlì ha aperto il centro commerciale “Punta di Ferro”, l’ipermercato di Forlì. Un giorno storico per la città, che era l’unica in Romagna a non avere nella propria rete commerciale una struttura di questo tipo (qui puoi trovare una mia foto ‘curiosa’ scattata all’inaugurazione). Storico anche per le tante polemiche e vicissitudini che ne hanno accompagnato la gestazione. Il rischio ora è che si innesti una guerra tra l’iper e il centro storico, alimentata anche dalle speculazioni politiche. Penso bisogna affrontare la situazione con obiettività (e lo dico essendo figlio di una commerciante che ha un negozio avviato da moltissimo tempo proprio nei pressi dell’iper). L’ipermercato è una opportunità, non un problema. 18mila persone al giorno è la media di visitatori delle prime settimane: dato eloquente e da ‘sfruttare’.
Forlì, centro storico. Nelle prossime settimane si aprirà il cantiere non delle idee, ma delle azioni concrete da attuare per rivitalizzare il centro di Forlì. In breve, secondo me devono essere tre le parole chiave: eventi, giovani, mobilità. Eventi: più appuntamenti di grido, di risonanza regionale/nazionale. Giovani: Forlì città universitaria ma universitari scollegati da Forlì, bisogna riannodare questo filo e portare in centro negozi che ‘attraggono’ 20-30enni (un nome su tutti: Zara). Mobilità: azioni coraggiose per i parcheggi (interrati e a ridosso del centro), vie le auto dalla superficie dei corsi principali e più spazi pedonali. Ne riparleremo, ma se hai delle idee nel frattempo fammele conoscere scrivendomi amarcodimaio@romagnaoggi.it o semplicemente rispondendo a questa mail.
Forlì, scandalo a San Mercuriale. Nelle settimane scorse lo spettro di un ricatto sessuale ha travolto l’abate di San Mercuriale, la più famosa chiesa di Forlì, quella che da 500 anni è la cartolina della città. Al di là dei giudizi morali e dell’inchiesta che è in corso, su cui non voglio assolutamente dire nulla, quel che mi ha colpito e mi preoccupa è l’effetto di questa notizia sulla comunità forlivese. Ho vissuto questo fatto come un ulteriore colpo che viene dato ad uno di quelli che era ed è considerato un pilastro della coesione di una comunità, la chiesa. Quando istituzioni come questa perdono credibilità, a rimetterci non sono solo quelli che ci credono o i diretti interessati, ma tutti noi: perchè si incrina un pezzo dell’edificio di valori e punti di riferimento che reggono la vita quotidiana di una comunità locale. Al di là di tutto, è questo che mi preoccupa di più.
Ricordiamoci collina, montagna e periferia. In queste settimane mi sono mosso molto sul territorio forlivese e romagnolo per andare ad incontrare persone o fare assemblee pubbliche. C’è un pezzo di Italia, di popolazione, di potenzialità che non conosciamo e soprattutto che vivono in condizioni svantaggiate. Penso a chi oggi ha la mia età, 27 anni, e vuole continuare a vivere un comune della collina forlivese, ad esempio Portico di Romagna. Come può riuscirci se nemmeno ha la possibilità di un collegamento ad internet veloce, se i trasporti pubblici sono sempre più rarefatti, se i servizi commerciali (alimentari, edicole, ecc.) e finanziari (banche, poste, ecc.) sono in dismissione? C’è un paradigma da invertire: quando si fanno investimenti pubblici si parte sempre dal centro per poi spostarsi in periferia. Sarebbe interessante se una volta (ad esempio per portare la banda larga sul territorio) si provasse a fare il contrario. So che è anti-economico perchè la popolazione (cioè il mercato) è più piccolo in quelle zone: ma quanto è anti-economico portare alla morte intere aree del territorio che stanno via-via spopolandosi sempre più? Riflettiamoci.
Energia nucleare. Come sai in queste pillole cerco sempre di lasciare in un angolo l’appartenenza politica e provare a ragionare semplicemente con obiettività e buon senso. Mi fa piacere che il governo abbia deciso di abbandonare la corsa scellerata al nucleare. Quello che mi preoccupa, però, è il destino di milioni di euro di investimenti (150 nella sola provincia di Forlì-Cesena) che per effetto dell’ultimo decreto del governo sono messi a rischio. Il decreto ha deciso improvvisamente di bloccare gli incentivi per tutti gli impianti che non saranno allacciati entro il 30 maggio. Significa che chi ha programmato investimenti, che stava per partire con degli impianti, chi stava lavorando a dei progetti, si trova nella più totale incertezza. Ho incontrato e ascoltato numerosi imprenditori del settore, ma soprattutto moltissimi lavoratori preoccupati per il loro destino. E’ l’ennesima occasione per alimentare sfiducia e depressione in chi dovrebbe invece spingere l’economia, la produzione e la crescita. Su questo argomento ho presentato un question-time in consiglio comunale a Forlì, ho incontrato molti imprenditori e depositato un ordine del giorno in consiglio comunale, oltre a numerose prese di posizione sulla stampa (subito dopo il decreto Romani, denunciammo per primi i suoi effetti nefasti sull’economia).
A Zurigo. Nelle ultime (lontanissime ormai) ‘pillole’ ti avevo annunciato che sarei andato a Zurigo a fine marzo per un importante incontro alla sede di Google. Ebbene, sono andato. E’ stata una esperienza straordinaria, in una azienda profondamente innovativa. Dentro alla sede di Google (quella di Zurigo –video- è seconda solo alla sede centrale di Mountain View, negli Stati Uniti) si vedono alcune delle più avanzate innovazioni in termini di organizzazione e gestione del personale. Non ho spazio per raccontarti tutto, anche se mi piacerebbe farlo. Guarda però questo video che racconta com’è lavorare nella sede Google di Zurigo.
Al di là degli aspetti lavorativi (e della curiosità che Zurigo è la città più cara che abbia mai visitato) quel che mi ha colpito è il senso di orgine, precisione e passione che si respira dentro quell’azienda; e che traspare nella città, dove l’educazione, il silenzio, il senso civico regnano ovunque.
A Perugia. Nei giorni scorsi sono stato anche al Festival internazionale del giornalismo a Perugia. Un evento che ormai è un appuntamento obbligatorio per chi si occupa di informazione e comunicazione. Nell’ambito di quei giorni abbiamo organizzato anche l’assemblea nazionale di Anso e un bel convegno dedicato al futuro dell’informazione locale on-line in Italia. Anche di questa esperienza perugina ci sarebbero migliaia di cose da dirti, ma non c’è spazio. Solo un pensiero: vedere così tanti ragazzi e ragazze raccolti lì perchè animati dalla passione, dal fascino dall’amore per il mestiere del giornalista, riempie il cuore di speranza e fiducia che un altro futuro è possibile.
A Firenze. Ho partecipato ad un incontro alla Associazione stampa Toscana a Firenze per parlare di giornalismo e informazione on-line. Un’esperienza interessante, come del resto sono interessanti tutte le occasioni che consentono di entrare in relazione con colleghi, persone ed esperienze diverse dalle solite. E’ stato bello vedere quanto fermento ci sia nel mondo della stampa toscana che vuole muoversi su internet. A tal proposito è nata Digiti, acronimo di “Giornalisti digitali Toscana”, un bel gruppo di lavoro con cui condividere l’esperienza (esaltante) di ‘fare’ un giornale on-line.
A Milano. Ti segnalo a proposito di informazione che a il 29 aprile a Milano a partire dalle 15 organizziamo come Anso un bellissimo convegnodedicato al rapporto tra informazione on-line e informazione tradizionale a cui parteciperanno nomi molto noti. Te ne cito due: Ferruccio De Bortoli e Vittorio Feltri. Ti farò sapere come è andata.
Habemus papam. Non ho potuto fare a meno di andare subito a vedere il nuovo film di Nanni Moretti, “Habemus Papam”. L’ho trovato un ottimo film, non scontato, divertente e allo stesso tempo profondo, con un finale assolutamente a sorpresa e se vogliamo geniale. Ti consiglio di vederlo e non aggiungo altro per non svelare nulla. Se vuoi maggiori info sai come trovarmi.
Per ora mi fermo qui, potrei proseguire per altre decine di pagine. Spero di essere più assiduo e puntuale negli invii futuri. Restiamo in contatto!
Un caro saluto, a presto!
Marco

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