Pillole – Newsletter numero 0

Primo (sperimentale) appuntamento per condividere esperienze, emozioni, sensazioni, idee, curiosità.

Ciao!

Non sempre abbiamo la possibilità di incontrarci e parlarci di persona: questa newlsetter vuole essere un modo alternativo per rimanere in contatto e condividere qualche opinione. Spazierò a 360 gradi, dal piccolo problema del mio quartiere ai fatti internazionali, dal minuscolo incontro sotto casa al grande evento a cui ho occasione di partecipare o assistere. Con un unico obiettivo: la condivisione delle esperienze, delle idee, delle proposte, dei sogni, delle visioni, dei punti di vista.
Parigi e Google. Cominciamo dal luogo in cui scrivo, Parigi. Mi trovo qui perchè ho avuto il privilegio di partecipare al Google Publisher Advisory Council, un summit tra alcuni dei principali esperti al mondo di informazione on-line. Io ero uno dei due italiani invitati (l’altro era un responsabile di Rcs), assieme a me c’erano referenti di gruppi editoriali che sicuramente conosci: Financial Times, Guardian, Telegraph, Die Spiegel, El Mundo, Le Monde e altri. Una occasione unica per confrontarsi e fare progetti con chi ogni giorno si occupa a grandissimi livelli di informazione, pubblicità, internet e soprattutto innovazione. Fra l’altro proprio martedì, in tempo reale, abbiamo commentato con i manager della società la notizia dell’avvio dell’inchiesta (assurda) dell’Unione europea proprio contro Google.
E’ stata un’occasione anche per rendersi conto che il mondo gira ad una velocità che non possiamo neppure immaginare; mentre noi stiamo a guardare da una parte e dall’altra come se stessimo seguendo la pallina durante una partita di tennis, gli altri corrono. Allora bisogna darsi da fare, rischiare, scommettere sul futuro e aprirsi al mondo: con coraggio e creatività, stimolando gli altri a fare altrettando. Solo se sarà uno sforzo collettivo riusciremo a vincere la sfida della modernità.
Università in rivolta e scioperano i calciatori??? Brevissima parentesi (ne parleremo meglio nei prossimi giorni): è mai possibile che in un momento in cui migliaia di studenti sono in rivolta, in una fase di grande tensione nel paese per la carenza di lavoro e l’incertezza del futuro, i calciatori, quelli che guadagnano migliaia e migliaia di euro al mese, si permettano di fare sciopero? Lo considero uno schiaffo alla decenza, al buon senso e a tutti quelli che come noi si rimboccano le maniche e cercano di costruirsi un futuro.

A Roma con Italia Futura. Sono stato anche a Roma, sempre per lavoro, questa volta per parlare di RomagnaOggi.it, del giornale che ho fondato e nel quale tuttora lavoro. Mi ha invitato l’associazione Italia Futura, per raccontare brevemente come è partita questa idea e quali difficoltà ha incontrato all’interno di un convegno sull’occupazione giovanile in Italia. Ne ho parlato pubblicamente durante un dibattito moderato da Giovanni Floris e concluso da Luca Cordero di Montezemolo (presidente dell’associazione stessa) e privatamente con lo stesso Montezemolo e un gruppo di altre persone. E’ singolare che questa iniziativa sia stata notata e valorizzata così tanto da persone che neppure conosco, mentre molto spesso a Forlì e dintorni si ancora fatica a capire cos’è internet. C’è molto da lavorare per far crescere  una cultura locale più moderna e al passo con i tempi: forse è un problema anche di età e di anzianità della classe dirigente, ma certo così non si va lontani.
A Milano per premio giornalistico. In questo periodo sono spesso in movimento. La scorsa settimana sono stato anche a Milano per la consegna di un premio giornalistico sulla sicurezza stradale patrocinata da Anso (Associazione nazionale stampa on-line) di cui sono presidente. La cosa che più mi ha colpito è stata il luogo della premiazione: un ristorante ‘mobile’, ricavato da un’antica carrozza del tram storico di Milano, nella quale il pranzo è stato servito mentre si viaggiava lungo la città. Il tram, prenotabile da chiunque ma con largo anticipo, si chiama ATMosfera (Atm è il nome dell’azienda trasporti di Milano). Merita davvero.

Guerra degli aeroporti. Ovviamente non ho trascurato nemmeno per un minuto gli impegni locali. In primis l’aeroporto di Forlì, che sta attraversando una fase delicatissima e difficilissima. Rimini ci ha portato via la compagnia Wind Jet, che faceva base a Forlì (lo farà fino a marzo) e ci garantiva molti voli verso l’Europa. Ma ci garantiva anche molti costi, perchè più si volava più aumentavano i debiti. Questo perchè il contratto sottoscritto probabilmente non era così conveniente per la città (ma forse lo era di più per la compagnia).
Questo non significa che sia un bene che Wind Jet se ne sia andata, tutt’altro: quanto accaduto rischia di compromettere tutte le scelte che Forlì dovrà compiere assieme agli altri territori romagnoli: sulla sanità, sul trasporto pubblico, sull’università, sulle fiere, sull’ambiente, sull’economia, sulle strade, sulle ferrovie. Su tutto.
Le certezze sono due: 1) l’aeroporto di Forlì non può chiudere, 2) l’aeroporto di Forlì non può costare 6,7 milioni di euro l’anno ai cittadini forlivesi. Allora che fare? Venderlo ad un privato (almeno uno interessato c’è) che sappia svolgere questo mestiere, mettendolo in rete con gli aeroporti di Rimini e di Bologna. Impossibile? No, obbligatorio per sopravvivere. Per Forlì e per Rimini. L’alternativa è la chiusura di entrambi e forse, alla lunga, anche di Bologna.
Cervese. Quando sono stato eletto in consiglio comunale a Forlì mi sono assunto un impegno, tra gli altri: fare ogni cosa affinchè si potesse migliorare la sicurezza della Cervese, la strada che attraversa i quartieri della zona in cui abito con oltre 15mila veicoli al giorno. Finalmente è stata realizzata la rotonda all’incrocio con le vie Del Bosco e Brasini, che i cittadini chiedevano da oltre dieci anni. Un risultato importantissimo, frutto della capacità di raccogliere attorno ad un obiettivo, la forza e la volontà di tante persone e convincere chi deve decidere. Ora, però, bisogna andare avanti con la realizzazione della ‘Nuova Cervese’, che rischia di subire un arresto a causa di un campo fotovoltaico autorizzato proprio sul futuro tracciato della nuova strada. Come è possibile commettere errori di questo genere quando si progettano opere così importanti? Non voglio perdere tempo nel cercare la risposta, ma piuttosto usare quel tempo per tentare di dare una mano a sbloccare la situazione e non perdere i finanziamenti che già erano stati messi a disposizione per la realizzazione della nuova strada.

In un momento in cui la politica ha perso la fiducia delle persone, il rispetto degli impegni, anche quelli che possono sembrare piccoli, è l’unica via per ridarle fiducia. Con umiltà e sicuramente molti limiti, ma con il massimo dell’impegno, è quello che cerco di fare.

Ciao, alla prossima!

Marco


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Studenti in piazza in tutta Italia, e fanno sciopero i calciatori

Leggo dalla Francia che in Italia i calciatori hanno deciso di fare sciopero. E’ mai possibile che in un momento in cui migliaia di studenti sono in rivolta contro la distruttiva riforma dell’Università, in una fase di grande tensione nel paese per la carenza di lavoro e l’incertezza del futuro, i calciatori, quelli che guadagnano migliaia e migliaia di euro al mese, si permettano di fare sciopero. La sedicesima giornata di serie A, l’11-12 dicembre, non si giocherà.

Francamente lo considero uno schiaffo alla decenza, al buon senso e a tutte quelle persone che come noi si rimboccano le maniche e cercano di costruirsi un futuro. Faticosamente, giorno dopo giorno, con il sacrificio, con il sudore, con l’impegno. Queste sono le classiche notizie che rendono ridicolo il nostro paese.

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