Inserito da: marcodimaio | Novembre 7, 2006

Sport come palestra di vita

FORLI’ – Avvicinare i giovani allo sport e ai suoi valori è il nobile obiettivo che si pone il progetto ”Classi in movimento”, nato da una ‘alleanza’ tra Comune di Forlì, Coni Forlì-Cesena, Provveditorato agli studi e Ausl con il sostegno della Fondazione Cassa dei risparmi di Forlì. Il progetto è rivolto a tutte le scuole primarie forlivesi e dunque ai bambini compresi tra i 6 e gli 11 anni, una fascia d’età che sta diventando ‘a rischio’.

”Abbiamo registrato che a Forli tra i bimbi di 9 anni c’è una percentuale di obesità superiore alla media regionale – rivela Romana Bacchi, dirigente del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Forlì -: educare all’attività motoria in età così precoce è fondamentale per ridurre questo fenomeno”.

Il progetto “Classi in movimento” punta proprio a questo, a diffondere nei più giovani una cultura dello sport che non sia finalizzata tanto al risultato quanto soprattutto ai suoi valori, ad assumere una corretta percezione di sé e delle proprie potenzialità. “Abbiamo deciso di voltare pagina – spiega l’assessore allo Sport del Comune di Forlì, Giovanni Bucci – sul ruolo dello sport nelle nostre politiche comunali. Riuscire ad inserire l’educazione fisica nelle scuole elementari con un così ampio coinvolgimento di soggetti, è un obiettivo ambizioso e che in pochi sono riusciti a raggiungere in Emilia-Romagna e non solo”.

Il progetto prevede la formazione (già ultimata) di una ventina di insegnanti, attualmente non disponibili nell’organico delle scuole, che verranno nei prossimi giorni collocati nelle classi aderenti al progetto, che sono 209 sul totale di 226 per un totale di 3847 bambini coinvolti. Gli insegnanti terranno un’ora alla settimana di educazione motoria, per sei mesi circa, insieme al docente della classe in orario scolastico.

“Con un’ora alla settimana possiamo fare poco – ammette un insegnante – ma il nostro ruolo deve essere chiaro: dobbiamo fare innamorare i nostri ragazzi all’attività fisica, cosicchè possa diventare una piacevole abitudine di assumere anche nelle ore pomeridiane”.

La finalità, dunque, è soprattutto di carattere educativo: guai a pensare di estrarre novelli campioncini da questa iniziativa. “La presenza di professionisti dell’attività fisica e il coinvolgimento delle associazioni sportive – commenta Pier Giuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì – è un elemento qualificante di questo progetto. L’auspicio è però che si eviti nel modo più categorico di tentare di formare dei campioni di qualche sport, perché altrimenti sarebbe meglio mettere da parte quest’iniziativa”.

In realtà l’appoggio economico della Fondazione ad un progetto che complessivamente costa 85mila euro l’anno, è basato su ben altri presupposti. “E’ importante affrontare il tema dell’attività sportiva esulando da quello spirito competitivo che oggi è così presente non tanto tra i ragazzi quanto soprattutto tra i genitori – aggiunge Dolcini -. Questa deve essere un’azione tesa al completamento dell’offerta formativa tenuto presente che ad una maggiore serenità fisica corrisponde una maggior predisposizione al ragionamento e allo studio”.

Per il Provveditore agli studi Gian Luigi Spada si tratta di un’iniziativa “che ci consente di dare ai nostri ragazzi un servizio educativo in tutta la sua completezza” e che fornisce un “validissimo supporto alle attività collaterali alle quali già abbiamo dato esecuzione in questi anni”. Del resto gli obiettivi del progetto sono estremamente qualificanti, come sottolinea l’assessore comunale alle Politiche educative Loretta Lega. “Se pensiamo alla vecchia educazione motoria che tutti noi abbiamo fatto – spiega l’assessore – questo progetto offre un valore aggiunto altamente qualificante perché concorre in maniera determinante a rinforzare quattro capisaldi fondamentali per favorire l’apprendimento: l’autostima, l’autonomia decisionale, il senso dell’orientamento e le relazioni sociali”.

Quattro elementi, questi, tutti perfettamente contenuti nell’attività sportiva, che resta probabilmente la miglior scuola di vita per le giovani generazioni, tanto in più in un’epoca in cui i valori tradizionale del viver civile sembrano vacillare sempre più.  

Marco Di Maio


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